Descrizione
Il palazzo fu edificato verso la fine del Seicento da Giambattista d’Arco, che voleva farne una dimora con giardino e limonaia e che per riuscire nel suo intento aveva acquistato, allo scopo di abbatterle, numerose costruzioni nell’area in cui ora sorge il palazzo e nelle vicinanze; il giardino non fu mai realizzato come nelle intenzioni, anzi, deluso dello stato dei lavori, il proprietario cessò di averne cura. Lo stemma sul portale principale, che si apre sulla piazzetta di San Giuseppe, è dei conti d’Arco del ramo di Andrea; fu ereditato dal conte Emanuele d’Arco, uomo di cultura e fine musicista, nipote di Giambattista, che vi dimorò saltuariamente e alla fine lo lasciò in eredità ad un suo cameriere.
Alla fine del Settecento il palazzo, non più dimora nobiliare, ospitò la fabbrica di panni (un lanificio) ideata e fondata da Giambattista Marosi, sacerdote originario di Bolognano, che in questo modo, utilizzando sussidi pubblici, cercò di arginare una grave crisi economica che si era abbattuta sulla zona e su tutto il territorio imperiale; purtroppo i sussidi furono sospesi e la fabbrica operò per pochi anni, ma nel periodo di pieno impiego, trovarono lavoro presso di essa circa quattrocento persone. Il nome legato a questa impresa è invece rimasto fino ai giorni nostri, ed il Palazzo si chiama a tutt’oggi Palazzo dei Panni.
Nell’Ottocento e nel Novecento fu utilizzato per gli scopi più vari: ospitò la sede dei pompieri, quindi l’asilo infantile, poi un collegio dell’istituto della Provvidenza (orfanotrofio e istituto di accoglienza per fanciulli abbandonati) e, in epoca fascista, divenne il Palazzo del Littorio. Recentemente è stato sede della scuola professionale e della scuola media, poi, restaurato e recuperato allo splendore architettonico originario, è divenuto sede dello spazio espositivo “Galleria Segantini” e della biblioteca civica e del prezioso Fondo Antico “Bruno Emmert”, entrambi organismi del Comune.
Il palazzo ha una struttura rigorosa, ma allo stesso tempo molto importante ed elegante: i soffitti a crociera, i pilastri ed i bei mascheroni che incorniciano le finestre, le rampe di scale che salgono ai piani superiori e l’imponente portale con portico dell’ingresso, che si aprono sul bel cortile interno, concorrono a creare un’impressione molto maestosa dell’edificio, ed allo stesso tempo simmetrica ed equilibrata.
Bibliografia
R. Turrini – Guida per Arco – Ed. Comune di Arco 1996
R. Turrini, C. Bertassi – Il Palazzo dei Panni – Ed. Comune di Arco 1994
R. Turrini – G.B. Marosi e la fabbrica de’ panni ad Arco/ Il Sommolago, anno V, n. 2 (agosto 1988)