Si diffondono i Patti digitali

Ad Arco dalla fine dell’anno scorso, quando il Comune lo ha proposto alla cittadinanza e alle agenzie educative del territorio (associazioni sportive e sociali, scuole, pediatri, oratorio e scout), già 300 famiglie hanno firmato il Patto digitale, l'accordo volontario di comunità che promuove un utilizzo consapevole, equilibrato e responsabile dello smartphone. Che inoltre è diventato ora progetto strategico del Distretto famiglia Alto Garda e sarà presto esteso agli altri Comuni con una serie di proposte formative e laboratoriali ad hoc iniziate già nel corso dell'estate.
Data:

16/09/2026

Tempo di lettura:

3 min

© Ongchinonn da Pixabay - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Ad Arco il prossimo appuntamento sarà il 13 ottobre al centro giovani intercomunale Cantiere 26 con ospite Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso il dipartimento di Scienze biomediche dell’Università degli Studi di Milano, autore di diversi testi di successo sulla psicologia e l'educazione emotiva.

Una mobilitazione compatta di tutto il territorio contro i danni causati da smartphone e device vari su bambini e ragazzi, quando concessi precocemente e senza attenzione, che -come i dati oggi dimostrano ampiamente- possono nuocere al naturale processo di crescita cognitiva, affettiva e relazionale, oltre che lasciar spazio a comportamenti on-line a rischio e a forme di dipendenza.

«È importante che proviamo tutti insieme a condividere la prima regola del patto -spiega l’assessore alle politiche sociali, giovanili, istruzione e prima infanzia Mattia Mascher- ovvero aspettare almeno 14 anni prima di concedere lo smartphone ai nostri figli. Le statistiche mostrano un continuo anticipo dell’età di accesso alle tecnologie da parte di bimbe e bimbi dovuto anche alla forte pressione sociale e commerciale a cui sono sottoposti i genitori, spesso in difficoltà di fronte all'insistenza dei loro figli e alla preoccupazione che il mancato accesso alla tecnologia li possa isolare dai coetanei. Proprio per questo motivo il singolo genitore da solo non basta: serve un’intera comunità, serve un patto sociale che dia a bambini e ragazzi un messaggio coerente e coeso da parte di tutta la comunità educante: scuola, genitori e famiglia, associazioni sportive, sociali e culturali. Ad esempio concordando collettivamente l’età di consegna del primo smartphone o di accesso ai social, così da diminuire la pressione sociale all’anticipazione e da aprire uno spazio di dialogo tra famiglie e all’interno della comunità. Siamo forse stati tutti presi alla sprovvista dal problema, ma ora la mobilitazione è ampia e convinta. Ad Arco abbiamo aperto la strada, ma devo ammettere che amministrazioni comunali, Comunità di valle, Distretto famiglia e anche associazioni e cittadini hanno prontamente condiviso l’importanza e l’urgenza di attivarsi, e quello che stiamo realizzando sono certo non sarà senza conseguenze positive per i nostri giovani e per le loro famiglie».

Maggiori informazioni all'indirizzo https://pattidigitali.it/arco 

Ulteriori informazioni

Data di scadenza

14/10/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 16/09/2026 09:07

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