Descrizione
L’aeropittura e l’aeroscultura futuriste si caratterizzarono per una ricerca estetica eterogenea. Gli stimoli contenutistici dei manifesti incontrarono sensibilità differenti che interpretarono con accenti propri non solo il tema del volo o dell’aeroplano in sé, ma il senso di una spiritualità nuova connessa alla rivoluzione “dall’alto”. Gerardo Dottori, commentando il senso dell’aeropittura, affermava come questa non significasse soltanto una innovazione iconografica, quanto un innalzarsi sulla realtà, «dominarla, vederla –o sognarla– diversissima; o comunque continuamente varia e nuova. Volare significa aprire e areare la fantasia, purificarla dalle inevitabili scorie passatiste che impediscono il libero e rapido spiegarsi delle sue ali».
Nel panorama di questa nuova visione pittorica, fondamentale è l’apporto di Gianni Caproni (Massone, Arco, 3 luglio 1886 – Roma, 27 ottobre 1957): egli è fonte di ispirazione in quanto progettista di audaci macchine volanti ed è mecenate e sostenitore di artisti ed intellettuali che rappresentano il volo e la nuova visione aerea, dando poetico spessore alla sua idea di vincere l’aria.
La mostra, accompagnata da un catalogo con saggi di approfondimento dedicati all’aerofuturismo, alla figura di Gianni Caproni e della sua collezione, è aperta alla visita da martedì a domenica (lunedì è giorno di chiusura) dalle 10 alle 18.
► https://www.comune.arco.tn.it/Novita/Notizie/L-aeropittura-futurista-e-Gianni-Caproni