L’aeropittura futurista e Gianni Caproni

Per il 140° anniversario della nascita di Gianni Caproni (Massone, Arco, 3 luglio 1886 – Roma, 27 ottobre 1957) e a pochi mesi dalla traslazione delle spoglie di Gianni, Timina e Italo Caproni nella città natale del pioniere dell’aeronautica italiana (avvenuta il 16 ottobre dell’anno scorso), la galleria civica Giovanni Segantini propone dal 31 maggio al 6 gennaio 2027 la mostra “Aerovita. L’aeropittura futurista e Gianni Caproni: macchina, estetica e mito”, con inaugurazione sabato 30 maggio alle ore 18.
Data:

29/05/2026

Tempo di lettura:

3 min

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Descrizione

Il progetto espositivo, a cura di Tommaso Carletti, Nicolò D’Agati e Luca Gabrielli e realizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i beni culturali di Trento e il Museo dell’aereonautica Gianni Caproni di Trento, approfondisce la vicenda dell’aeropittura futurista, dell’aeronautica di Caproni e l’impronta, indelebile, che il mito caproniano ha dato al mondo dell’aviazione. Un tema che non riguarda solo il mondo dell’ingegneria aeronautica, ma in maniera più ampia la cultura del tempo.

La mostra è suddivisa in cinque sezioni. La prima, “Senza cozzar dirocco: Gianni Caproni, il genio e il mito del volo”, è dedicata alla mitologia caproniana, dagli aerei alla figura di Caproni stesso. Attraverso le opere, tra gli altri, di Alfredo Gauro Ambrosi, Tato (Guglielmo Sansoni), Ivanhoe Gambini, Fortunato Depero e mediante una selezione accurata di modellini originali dei velivoli Caproni e di documenti archivistici, questa prima sezione permette di confrontarsi con un fenomeno che, prima di essere aeropittorico, è culturale, ricollegandosi alla frenesia e al culto del volo che imperversa a livello mondiale nei primi decenni del Ventesimo secolo.

La seconda sezione, “Uomo Record. Trasvoli, acrobazie e imprese aviatorie: la conquista del cielo”, mostra come per i futuristi il volo non fu soltanto qualcosa da osservare, ma da sperimentare, visione nella quale le grandi imprese aviatorie divengono un tema proprio dell’aeropittura e dell’aeroscultura che celebra le gesta dei piloti e i raggiungimenti tecnologici delle macchine-aereo, come i record di altitudine raggiunti dai velivoli Caproni e il record mondiale d’altezza di Renato Donati e del C114 del 1934. A documentare questa ricerca sono presenti in questa sezione opere, tra le altre, di Gerardo Dottori, Renato di Bosso, Thayaht (Ernesto Michahelles), Mario Lepore, Ambrosi, Tullio Crali e Tato.

“Più in alto e più oltre. Una nuova visione del mondo” è il titolo della terza sezione, dedicata all’aviazione nella sua capacità di offrire agli artisti uno sprone per abbattere e capovolgere le prospettive tradizionali, di cui uno dei risultati più immediati è quello della veduta dall’alto. Lavori di Ivanhoe Gambini, Ambrosi, Tato, Dottori, Verossì (Albino Siviero), Fides Testi Stagni documentano questa specifica declinazione dell’aeropittura sintetico-documentaristica che costituiva la più immediata risposta alle sollecitazioni culturali ed estetiche aperte dal volo.

La quarta sezione, “Sensibilità aerea, tra sintesi astratte e meccanomorfe”, indaga la peculiare declinazione dell’aeropittura e dell’aeroscultura dove il tema del volo si traduce in una sensibilità aerea, in una aeropittura «trasfiguratrice, piena di liricità spaziali», per usare una definizione marinettiana, carica di tensioni astrattive o sintetico-meccanomorfe che trasfigurano il tema del volo e della visione aerea in una articolazione di forme plastiche e dinamiche. Con opere di Tullio Crali, Osvaldo Peruzzi, Mino Rosso, Benedetta Cappa Marinetti, Mario Barberis, Marisa Mori, Giacomo Balla, Bruno Munari, BOT (Osvaldo Barbieri), Depero, Paolo Alcide Saladin, Enzo Benedetto.

“Mistero aereo. Verso un idealismo cosmico” è il titolo della quinta sezione, dedicata alla più visionaria evoluzione dell’aeropittura, legata alle declinazioni «essenziale mistica ascensionale simbolica» e «stratosferica, cosmica, biochimica» (mutuando la definizione marinettiana) nelle quali la visione è sottoposta a un processo di essenzializzazione formale e volumetrica e di spiritualizzazione cromatico-luminosa nel quale ogni elemento e residuo veristico e di memoria del reale è trasceso. A documentare questa esperienza sono presenti opere di Fillia (Luigi Colombo), Benedetta Cappa Marinetti, Enrico Prampolini, Elio Randazzo e Nicolaj Diulgheroff.

La mostra, accompagnata da un catalogo con saggi di approfondimento dedicati all’aerofuturismo, alla figura di Gianni Caproni e della sua collezione, sarà aperta alla visita da martedì a domenica (lunedì è giorno di chiusura) dalle 10 alle 18.

Ulteriori informazioni

Data di scadenza

07/01/2027

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 29/05/2026 11:44

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