Descrizione
In un paese di montagna, si sa, tutti si rivolgono al medico di base per i loro piccoli o grandi problemi esistenziali… ops: di salute. Ma alle donne di Telve non sembra che il medico del paese svolga al meglio il suo ruolo: poco presente, poco attento, poco propenso alle visite specialistiche, troppo orientato verso i rimedi “casalinghi”. Che cosa si può fare per uscire da una situazione del genere? Ma è ovvio: si cambia medico! Ma attenzione, donne, perché il rischio è di cadere dalla padella alla brace! Come dice un famoso proverbio: mai lasciare la strada vecchia per quella nuova, si sa quel che si lascia ma non quello che si trova. Anche in questa commedia la Filodrammatica Telve, attraverso personaggi esilaranti, situazioni comiche e l’uso del prezioso quanto identitario dialetto “telvato”, celebra a modo suo uno spaccato importante della vita della nostra comunità paesana.
Personaggi e interpreti
Nilu: Danilo Pecoraro
Dott. Zadra: Raffaele Zadra
Remigio: Diego Pecoraro
Mariuccia: Romina Dalle Fratte
Clara: Paola Campestrin
Dott.ssa/ispettrice: Francesca Pecoraro
Pina: Anna Pecoraro
Suggeritori: Alessandro Battisti, Elena Borgogno e Alice Capra.
Tecnici e montatori: Gilberto Pecoraro, Giulio Pecoraro, Luca Campestin e Luigi Rigon.
Regia: Lorena Guerzoni e Anna Pecoraro.
Lo spettacolo si tiene all’auditorium dell’oratorio San Gabriele con inizio alle 21.
L'ingresso costa 8 euro, prevendita all’indirizzo https://ticket.cinebot.it/arco
La rassegna è organizzata dall'associazione Noi Oratorio Arco in collaborazione con il comune di Arco.
Informazioni
Comune di Arco, Ufficio attività culturali, via Segantini 9
0464 583619
cultura@comune.arco.tn.it
www.comune.arco.tn.it
Oratorio San Gabriele, via Pomerio 15
auditorium@oratorioarco.it
380 3491721
www.oratorioarco.it/teatro
Bruno Cattoi
Attore, autore e regista generoso, Bruno Cattoi ha lasciato nel mondo del teatro locale un segno che resiste al tempo. Attore di provata esperienza, recitò anche a fianco di nomi importanti del teatro del Novecento (ad esempio Anna Proclemer) in spettacoli di livello nazionale, ma soprattutto fu cultore e amante delle espressioni più genuine e semplici dell’amore per il teatro, che ritrovava fra gli attori dilettanti della sua Arco e delle città vicine. Proprio per le filodrammatiche locali infatti, ha scritto copioni che ancora si ricordano con affetto e nostalgia per l’arguzia e la pungente satira, e per il grande cuore che egli ha saputo infondere ad ogni battuta.