Sagra dei santi Antonio e Marcello: l'edizione del cinquantennale

Il paese di Chiarano è in festa, nei fine settimana dal 16 al 18 e dal 23 al 25 gennaio, per la 50ª edizione della sagra patronale dei santi Antonio e Marcello.
Data:

10/01/2026

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3 min

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Descrizione

Ancora oggi a Chiarano si racconta che il comitato Santi Antonio e Marcello sarebbe nato da una sfida tra amici, causata da una provocazione, forse dopo qualche “bianco” di troppo: l'accusa alla gente del paese di non essere in grado di organizzare un comitato come si vedeva nelle frazioni vicine. Poche parole, pronunciate però con il tono giusto e al momento giusto, che avrebbero acceso la scintilla. E così nel 1974 Carlo Berlanda, poi diventato il primo presidente, decise di raccogliere la sfida e chiamare il paese intero a raccolta. L'obiettivo: celebrare con dignità e allegria i due santi patroni, Marcello il 16 gennaio e Antonio il 17, due feste vicine nel calendario e ancora più nel cuore della comunità. Per partire serviva l'aiuto di tutti, anche solo per coprire la spesa di un chilo di grostoi, perché da subito si capì che la parola d'ordine sarebbe stata “vim e grostoi per gnent”. Nata come una festa semplice e quasi improvvisata, la sagra è cresciuta anno dopo anno, portata avanti con passione, creatività e una buona dose di ostinazione, e oggi anima due weekend interi e muove più di cento volontari: uomini, donne, ragazzi e famiglie che donano tempo, energie e sorrisi per portare avanti una tradizione che è diventata parte dell'identità di Chiarano. Ma il comitato non si ferma alla sagra: nel corso dell'anno promuove eventi, iniziative e momenti di incontro pensati per tenere viva la comunità, creare legami e ricordare a tutti che stare insieme è la vera forza. Mezzo secolo dopo quella famosa sfida tra amici, il comitato Santi Antonio e Marcello continua a essere ciò che è sempre stato: un grande atto d'amore verso il paese e la sua gente. Una storia che continua.

La 50ª edizione della sagra patronale dei santi Antonio e Marcello è stata presentata alla stampa sabato 10 gennaio a Palazzo Marcabruni Giuliani, presenti per l'amministrazione comunale la sindaca Arianna Fiorio e il consigliere comunale Alessandro Manara (che ha la delega alla promozione della partecipazione effettiva e attiva dei giovani alla vita politica, sociale e culturale del territorio), oltre a una rappresentanza del Consiglio comunale. Per il comitato c'erano il presidente Renzo Galas con Gabriele Andreasi, Anna Miorelli e Mariano Parolari, oltre ad altri componenti tra cui Leonardo Rosà, già presidente (il terzo) del comitato, e alcuni tra sostenitori e sponsor.

Alessandro Manara ha spiegato come l'amministrazione comunale abbia organizzato la conferenza stampa per contribuire a dare la meritata visibilità a un evento di grande rilievo per tutta la comunità di Arco: «Un evento che coinvolge tantissimi volontari di tutte le età -ha detto il consigliere- che in tutti questi anni è riuscito, grazie a un bellissimo ricambio generazionale, a dare continuità al suo grande impegno. Ma non è solo una festa e non è solo divertimento: ci sono anche attività sociali e culturali importanti, come i laboratori per i più piccoli per la riscoperta di antichi mestieri, per tramandarne la memoria alle nuove generazioni. In più, il comitato è attivo non solo in questa sagra ma in numerosi altri eventi, anche organizzati da altri, dove dà il proprio sostegno in particolare con la sua celebre offerta gastronomica. Tutto questo dimostra il grande attaccamento e il senso di comunità del paese, dove la sagra e le varie attività promuovono valori preziosi come la partecipazione, la solidarietà e l'altruismo, ma anche la memoria per il proprio passato e l'amore per le tradizioni.»

«Nel 1974 quando abbiamo iniziato era poco più di una scommessa -ha raccontato Mariano Parolari- c'erano altre feste nei dintorni e ci siamo detti: perché non farla anche noi? Abbiamo iniziato girando di casa in casa a cercare sostegno, e alla fine la manifestazione è partita. Il tema centrale era “vim e grostoi per gnent” perché c'era la tradizione, il 17 gennaio, ricorrenza di Sant'Antonio, di una grande festa nata in tempi antichi, quando in quel giorno venivano dalla val Rendena a comprare patate, olio e altro, e appunto si offriva a tutti vino e grostoli. Poi con gli anni la festa è cresciuta, sono arrivati i giovani e grazie a loro siamo arrivati fino a oggi.»

«Alle origini la nostra era una festa semplice che si svolgeva nel contesto del paese, nelle sue corti e nei suoi vòlti -ha detto Anna Miorelli- dove si offrivano pochi piatti della tradizione e dove c'era tanta voglia di fare festa. Col tempo c'è stata una evoluzione, alcuni eventi sono andati persi, come la storica fiaccolata che coinvolgeva numerosi gruppi da tutto l'Alto Garda, mentre alcune tradizioni sono rimaste intatte. Tra queste, “vim e grostoi per gnent”, preparati con amore e distribuiti in diversi punti del paese. E la tradizionale benedizione degli animali dedicata a Sant'Antonio, con la relativa messa e il famoso “goz de brodo” per riscaldare i partecipanti. Nel corso degli anni e per diverse esigenze in parte la festa si è spostata alla tensostruttura al campo sportivo del Baone, che oggi è lo spazio principale, ma il paese è rimasto il palcoscenico dei principali eventi. Una cosa a cui teniamo, oggi, è trasmettere la memoria degli antichi mestiere e degli usi e costumi, che tornano a vivere grazie alla collaborazione di artigiani e aziende locali. Passeggiando per le vie del paese ci sarà ancora una volta la possibilità di riscoprirli.»

Anna Miorelli ha poi illustrato il programma, segnalando la novità di quest'anno dell'allestimento di una classe di scuola in cui sarà possibile seguire una lezione di dialetto, oltre alla passeggiata a cavallo e ai balli tradizionali con il comitato «Usi e costumi arcensi». Giunge alla quinta edizione, poi, «Come se feva 'na volta», ciclo di sette laboratori per bambini e adulti (a numero chiuso e su iscrizione) per riscoprire i mestieri di un tempo. Seconda edizione per le Polentiadi, gara tra squadre del Romarzollese e oltre nella preparazione della polenta, e ottava di «Tra-volti dal buon gusto», giro enogastronomico nelle vie, nei vòlti e nelle corti del centro per portare la festa nel suo contesto di origine e al contempo valorizzare ricette e prodotti della zona (anche questa proposta è a numero chiuso su iscrizione).

Gabriele Andreasi ha spiegato come dagli anni Novanta la tensostruttura sia diventata un punto di riferimento non solo della sagra di Chiarano ma di diversi eventi di tutta la zona, dentro un ampio movimento di collaborazione che ha avvicinato diverse comunità di Arco. «La sagra ha oggi due anime -ha aggiunto- quella del tendone e quella del paese. Il tendone è il motore della festa però il cuore è il paese e tutte le iniziative che lì vengono organizzate.» Ha poi illustrato la parte rimanente del programma, segnalando che per il secondo anno, dopo il successo della scorsa edizione, saranno proposte due linee di bus navetta.

Renzo Galas ha segnalato il grande impegno, la dedizione e il tanto lavoro che tanti volontari dedicano ogni anno all'organizzazione della sagra già a partire da settembre, e ha ringraziato loro e , del sostegno, tutti gli sponsor, sempre più numerosi, il comune di Arco, la Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto e l'Apt Garda Dolomiti. «Vorrei anche ricordare la nostra lotteria -ha detto il presidente- con premi davvero molto ricchi, una iniziativa che ci permette di raccogliere fondi con cui finanziare la festa.» E ha ricordato come il comitato sia impegnato anche in diverse altre iniziative, non solo proprie ma anche a supporto di altri organizzatori, tra cui Arco Bonsai. E, ancora, in azioni di tipo sociale come la festa del nonno in casa di riposo, oppure la raccolta di fondi per l'acquisto del nuovo orologio della chiesa del paese.

La sindaca Arianna Fiorio ha ringraziato tutti i volontari del grandissimo impegno e ha segnalato l'importanza della sagra come momento aggregativo, soprattutto per i giovani. A questo proposito ha ricordato come lei stessa da ragazza frequentasse la sagra di Chiarano, che ricorda come un appuntamento molto atteso, un punto di riferimento della vita collettiva di Arco e di tutto l'Alto Garda. Un particolare apprezzamento, poi, per l'iniziativa del bus navetta, prezioso non solo per la comodità e l'ambiente ma anche per la sicurezza.

L'ex presidente Leonardo Rosà ha ricordato alcuni momenti della storia del comitato e della sagra, rimarcando come le nuove e sempre più numerose regole che chi organizza eventi deve rispettare consentano anche un migliore livello di sicurezza.

IL PROGRAMMA

Venerdì 16 gennaio
● ore 19: apertura dalla tensostruttura con servizio bar e “panini conzai”
● ore 21: dj set Chiaranoland con il dj Nick

Sabato 17 gennaio
● ore 13.30: “Na volta”: apertura delle cort, passeggiata a cavallo, balli tradizionali con il comitato “Usi e costumi arcensi”
● ore 14: laboratori “Come se feva na volta”
● ore 15: “Polentiadi”, gara di polente nel centro storico
● ore 19: apertura della tensostruttura con cucina tipica trentina
● ore 21: dj set con PaoloD The King (anni 80, 90 e 2000)

Domenica 18 gennaio
● ore 10.15: tradizionale messa degli animali
● ore 11: “Na volta”: apertura delle cort de Ciaram
● ore 12: “Tra-volti dal buongusto”: passeggiata enogastronomica per le vie del centro storico (clicca qui per iscriverti)
● ore 14: concerto del coro Cima verde
● ore 14.30: truccabimbi e giochi per bambini
● ore 15.30: merenda con pane, burro e marmellata e dj set con il dj Ivano

Venerdì 23 gennaio
● ore 18: apertura della tensostruttura e aperitivo “luNgo”
● ore 21: dj set Apres Ski Night by Radio Rete Busa

Sabato 24 gennaio
● ore 19: apertura della tensostruttura Chiarano Beer Fest
● ore 21: musica live con MG Project

Domenica 26 gennaio
● ore 12: estrazione della lotteria alla sala dell'US Baone

COME SE FEVA 'NA VOLTA
Il comitato Santi Antonio e Marcello invita bambine e bambini dai 6 ai 15 anni a vivere la magia dei mestieri di una volta, sabato 17 gennaio, nei laboratori «Come se feva 'na volta». L'invito è a vestirsi in stile d’epoca e tornate con indietro nel tempo.

I laboratori si svolgono in due fasce orarie: dalle 14 alle 15 e dalle 15.15 alle 16.15. Sono a numero chiuso (massimo dieci partecipanti) su iscrizione (è possibile iscriversi a un laboratorio per volta).

I laboratori per bambine e bambini (5 euro)
● lana: scoperta e lavorazione della lana
● la vecchia fattoria: cura degli animali e produzione del formaggio
● dal fior al mèl: produzione del miele e storia delle api
● perline messe ensèma: ricamo e creazioni
● piante officinali: creazioni con erbe officinali 
● come se fa l’oio: produzione dell’olio e storia degli ulivi

Il laboratorio per adulti (10 euro)
C'è anche un laboratorio per adulti: “La saonéta”, dalle 14 alle 16, a numero chiuso per ragazzi e adulti (età da 15 anni in su) con Elena di “Selvatica natura sulla pelle” per scoprire e creare il sapone fai da te (durata di due ore).

Iscrizione qui o tramite il codice QR presente sulla locandina.

Informazioni al numero 347 2159656 (Anna) o al 349 8378625 (Carlo).

Ulteriori informazioni

Data di scadenza

27/01/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 10/01/2026 14:35

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