All'ospedale di Arco nuove tecnologie per la cura delle patologie urologiche

Più servizi vicino a casa, meno spostamenti fuori provincia e percorsi di cura sempre più sicuri e accurati. L’ospedale di Arco potenzia l’assistenza in ambito urologico con l’avvio di due nuove attività specialistiche: la litotrissia extracorporea a onde d’urto (ESWL) per il trattamento dei calcoli urinari e le biopsie prostatiche transperineali ecoguidate, dedicate alla diagnosi delle patologie della prostata ed effettuate grazie all’acquisizione di un ecografo ad alta definizione di ultima generazione.
Data:

30/09/2026

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© Asuit - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

La gestione della calcolosi urinaria rappresenta una sfida di primaria importanza nella pratica urologica quotidiana. Si tratta infatti di una delle patologie più frequenti in ambito urologico, caratterizzata dalla formazione di calcoli all’interno delle vie urinarie, prevalentemente a livello di reni e ureteri. La malattia, oltre a incidere pesantemente sulla qualità di vita dei pazienti, costituisce una delle principali cause di accesso al pronto soccorso. In Italia si stima una prevalenza tra il 6% e il 9% della popolazione (con circa 100.000 casi all’anno e un rischio nell’arco della vita che può raggiungere il 12%), mentre in Trentino il dato è ancora più rilevante, con una prevalenza che tocca il 15%. A ciò si aggiunge un’elevata tendenza alle recidive: circa la metà dei pazienti sviluppa infatti un nuovo episodio entro 5-10 anni dal primo evento. Un trend in crescita legato a modificazioni delle abitudini alimentari, stili di vita sedentari, sovrappeso e ridotto apporto idrico, che rende indispensabile disporre sul territorio di un adeguato percorso di prevenzione, follow-up e trattamenti moderni e poco invasivi.

Per rispondere in modo concreto a queste esigenze, la nuova attività di litotrissia extracorporea attivata ad Arco consente di trattare la calcolosi urinaria in regime ambulatoriale mediante onde d’urto generate all’esterno del corpo e focalizzate sul calcolo. I frammenti ottenuti vengono poi eliminati per via naturale, evitando procedure chirurgiche invasive e garantendo efficacia, ridotta invasività e tempi di recupero brevi. L’introduzione di questa tecnologia consente ad Asuit di completare l’intero percorso assistenziale per la calcolosi, affiancando l’ESWL alle terapie mediche e alle tecniche endoscopiche mini-invasive già disponibili. La presenza di questo servizio sul territorio permette inoltre di ridurre drasticamente la mobilità passiva verso l’ospedale di Bolzano, finora principale punto di riferimento per la litotrissia extracorporea, evitando ai pazienti continui spostamenti fuori provincia.

Parallelamente, l’acquisizione del nuovo ecografo ad alta definizione rafforza in modo determinante il percorso dedicato alla diagnosi precoce del tumore della prostata. La nuova apparecchiatura permette infatti di eseguire biopsie prostatiche ecoguidate mediante la tecnica transperineale, un approccio avanzato che assicura una migliore identificazione e un campionamento più preciso delle aree sospette. Rispetto ai metodi tradizionali, la via transperineale consente di raggiungere con elevata accuratezza tutte le regioni ghiandolari e riduce in modo significativo il rischio di complicanze infettive, offrendo standard diagnostici elevati e una maggiore sicurezza per il paziente.

«L’avvio della litotrissia ad Arco -sottolinea il direttore dell’Unita operativa multizonale di urologia di Trento Tommaso Cai- ha una valenza strategica perché consente ad Asuit di completare l’offerta terapeutica per la calcolosi urinaria. I pazienti possono ora accedere, all’interno della rete aziendale, a tutte le principali opzioni di trattamento: dalla terapia medica alle procedure endoscopiche, fino alla litotrissia extracorporea. È inoltre un servizio che contribuisce a ridurre in modo significativo la mobilità verso strutture fuori provincia».

«La litotrissia extracorporea permette di frammentare i calcoli dall’esterno con grande efficacia e con tempi di recupero brevi -aggiunge Daniele Tiscione, urologo dell’ospedale Santa Chiara.- Portare questa metodica sul territorio significa garantire continuità assistenziale, percorsi di cura personalizzati e un più stretto coordinamento tra tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura».

«Grazie al nuovo ecografo ad alta definizione e alla tecnica transperineale -spiega Pasquale D’Alessio, radiologo dell’U.o. di radiologia multizonale di Rovereto e Arco- possiamo individuare con grande precisione le aree sospette della prostata e ridurre significativamente il rischio di infezioni; un ulteriore passo avanti nella qualità e nella sicurezza della diagnosi».

«L’introduzione di questa metodica rafforza il percorso dedicato alla diagnosi precoce delle patologie prostatiche -aggiunge il direttore dell’U.o. di radiologia di Rovereto e Arco Carlo Cosimo Quattrocchi- consentendo una gestione sempre più moderna, appropriata e sicura dei pazienti».

Fonte: Asuit (ex Apss)

 

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19/10/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 30/09/2026 19:48

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