Descrizione
Il confronto si è concentrato sugli interventi in corso e sulla programmazione di medio termine, con l’obiettivo di rendere il presidio sanitario sempre più funzionale, moderno e integrato con i servizi territoriali. Il percorso di sviluppo dell’ospedale si inserisce nella più ampia strategia di riposizionamento del presidio nella rete sanitaria provinciale. L’obiettivo è quello di consolidare un modello di ospedale policentrico, capace di coniugare prossimità delle cure e specializzazione, rafforzando al tempo stesso l’integrazione con il territorio, anche attraverso le Case della comunità.
"L’ospedale di Arco -ha detto l'assessore Tonina- è un presidio fondamentale per questo territorio e per tutta la rete sanitaria trentina. Oggi, insieme ai rappresentanti delle comunità locali, abbiamo condiviso un percorso concreto di sviluppo che guarda sia agli spazi sia alla qualità dei servizi. L’ampliamento del Pronto soccorso, spazi dedicati alla salute della donna, la riorganizzazione della dialisi e il rafforzamento delle dotazioni tecnologiche si inseriscono in una visione più ampia, che punta a fare di Arco un ospedale sempre più moderno, specializzato e integrato con il territorio. Vogliamo dare risposte adeguate ai cittadini e agli ospiti dell’Alto Garda, valorizzando le professionalità presenti e consolidando le eccellenze che già caratterizzano il presidio".
Particolare attenzione è stata riservata allo sviluppo delle competenze cliniche, all’innovazione tecnologica e alla valorizzazione delle aree di eccellenza, insieme al miglioramento della sicurezza, dell’appropriatezza e della qualità dei percorsi di cura. A questo si aggiunge la prospettiva di un maggiore collegamento con la ricerca e la didattica universitaria, nel quadro dell'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit). La prospettiva è quella di un presidio in grado di offrire prestazioni qualificate, ridurre la mobilità dei pazienti e rispondere in modo più efficace ai picchi di domanda legati alla forte vocazione turistica dell’Alto Garda.
Il primo lotto di interventi prevede la demolizione dell’attuale padiglione A, già effettuata, e la ricostruzione di una struttura più funzionale e moderna, oltre al miglioramento sismico del padiglione B. I lavori, finanziati nell’ambito del Piano nazionale complementare (Pnc) con un investimento di 9,8 milioni di euro, sono in corso. La conclusione del collaudo statico è prevista entro il 2026. In tale sede troveranno poi spazio una nuova camera mortuaria, il magazzino farmaceutico, degli spogliatoi e il guardaroba.
Il piano di sviluppo prevede inoltre una progressiva riorganizzazione degli spazi e delle funzioni. Tra i primi interventi è previsto il trasferimento della Dialisi negli spazi resi disponibili dalla chiusura del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, per una superficie di circa 800 metri quadrati. In questi spazi troveranno posto anche specifici spazi dedicati alla presa in carico della salute della donna e della coppia. Il successivo trasferimento della Dialisi consentirà di ampliare il Pronto soccorso, con un incremento significativo degli spazi disponibili. Il cronoprogramma prevede il completamento di queste due fasi entro la primavera del 2028.
Nel medio periodo è inoltre prevista l’attualizzazione del progetto di ampliamento del corpo principale, con circa 4.000 metri quadrati aggiuntivi destinati prevalentemente a funzioni amministrative. L’intervento permetterà di liberare spazi oggi utilizzati per attività non sanitarie, destinandoli alle funzioni ospedaliere e ambulatoriali e favorendo una maggiore razionalizzazione dell’offerta. Sono in corso valutazioni successivi interventi relativi all'ampliamento del padiglione A e ristrutturazione del padiglione B.
La trasformazione sta interessando anche il profilo clinico e tecnologico. L’ospedale di Arco è infatti destinato a consolidare alcune aree di specializzazione, dalla litotrissia all’ortopedia robotica, dalla salute della donna alla pneumologia e alla salute mentale. Nel 2026 è stato attivato il robot ortopedico e, dalla primavera, il servizio di litotrissia extracorporea.
"L’ospedale di Arco e i servizi sanitari collegati sono strategici e fondamentali per lo sviluppo dell’Alto Garda e dell’intero sistema territoriale trentino -ha detto il presidente della Comunità Marocchi- parliamo di un’area che, nel corso dell’anno, vede aumentare significativamente la propria popolazione, fino a raddoppiarla nei periodi di maggiore afflusso turistico. È quindi necessario proseguire sulla strada intrapresa, portando a compimento in maniera puntuale le opere già avviate e lavorando al potenziamento delle strutture sanitarie e dei servizi già presenti. Il confronto con l’assessorato su questi temi prosegue ormai da mesi e credo che la direzione intrapresa sia quella giusta. Esprimo quindi la mia soddisfazione rispetto allo sforzo messo in campo dalla Provincia per lo sviluppo dell'ospedale".