Descrizione
Oggi la solitudine non riguarda solo chi vive in povertà o senza casa. Esistono nuove solitudini invisibili: persone anziane che vivono sole, giovani con tanti contatti ma poche relazioni vere, e c'è chi attraversa un momento difficile o che, anche in territori apparentemente ricchi, rischia di restare ai margini della vita sociale.
Da questa consapevolezza nascono i «Pranzi di comunità», un’iniziativa che vuole offrire molto più di un pasto. La mensa diventa un luogo dove le persone tornano a sedersi insieme, a condividere il cibo, a scambiarsi parole e a ritrovare relazioni. Il progetto prende vita grazie all’impegno dell’associazione Dream, dove le ragazze e i ragazzi coinvolti nelle attività diventano protagonisti dell’accoglienza e della preparazione dei pasti, trasformando la fragilità in una risorsa per la comunità.
L’obiettivo non è fare assistenza, ma costruire legami: tavoli apparecchiati, mani che cucinano e persone che si incontrano. Un gesto semplice che ricorda a tutti che la solitudine si combatte soprattutto così: stando insieme.
«L’avvio di questo progetto, che l'amministrazione comunale ha deciso di sostenere, rappresenta per il nostro territorio un’iniziativa dall'importante valore sociale -dice l'assessore alle politiche giovanili e sociali Mattia Mascher- perché non è soltanto condividere un pasto, ma creare uno spazio di incontro, relazione e inclusione capace di mettere al centro il senso più autentico della comunità: condividere tempo, ascolto e vicinanza. L’associazione Dream svolge da tempo un lavoro prezioso costruendo quotidianamente percorsi di partecipazione, autonomia e crescita. Questo nuovo progetto rafforza ulteriormente una visione sociale che unisce attraverso la creazione di un luogo in cui le fragilità di ciascuno diventano occasione di relazione e di arricchimento reciproco. In un tempo in cui il tema della solitudine, o meglio delle solitudini, si sta facendo sempre più pressante, iniziative come questa aiutano a costruire una città più attenta, inclusiva e solidale. Come amministrazione comunale desideriamo esprimere il nostro sentito ringraziamento a Dream e a tutte le realtà e associazioni coinvolte, perché ogni progetto che genera prossimità contribuisce concretamente alla qualità sociale della nostra comunità».
L'iniziativa è promossa dall'associazione Dream in rete con il comune di Arco, la Caritas di Arco, l'oratorio di Arco, il Banco alimentare di Trento e la Coop Alto Garda. Il progetto nasce nell'ambito del bando «Intrecci possibili», finanziato e sostenuto dalla Fondazione Caritro e dalla Fondazione trentina per il volontariato sociale.