Descrizione
I coltivatori hanno spiegato come la nuova ciclabile renda estremamente difficoltoso e oneroso per loro raggiungere e campi, dato che il regolamento stabilito dalla Provincia prevede l’accesso solo seguendo la direzione in discesa, quella da Nago ad Arco. I coltivatori sono quindi costretti a recarsi a Nago percorrendo la viabilità ordinaria, anche con i mezzi agricoli, per poi scendere verso il proprio campo, con tempi di percorrenza irragionevoli. Inoltre, alcuni campi hanno un accesso tale da rendere pressoché impossibile l’entrata dei mezzi in quella direzione, costringendo a manovre lunghe e complicate. Tutto questo con un problema molto rilevante di sicurezza, causa la mole di biciclette che percorre la nuova ciclabile e per la velocità spesso molto sostenuta, causata dalla forte discesa.
Ancora, l’accesso ai campi è riservato ai mezzi dei proprietari, previo ottenimento di una specifica autorizzazione, il che potrebbe creare problemi quando qualcuno dei familiari si rende disponibile ad aiutare nei lavori (in particolare la raccolta), dato che non può accedere al fondo con mezzi propri.
Il percorso è stato classificato come ciclabile esclusiva. A questo proposito ha segnalato il vicesindaco Piantoni di aver già chiesto al Servizio gestione strade della Provincia chiarimenti a questo riguardo per l’accessibilità dei pedoni e di aver ottenuto la seguente risposta: «Indicazioni estratte dal Codice della Strada: l'art. 190 in particolare prevede che i pedoni circolino su marciapiedi o su appositi spazi predisposti. Su una pista ciclabile esclusiva (come su una strada senza divieti espliciti), i pedoni possono transitare vista l'assenza di marciapiedi, banchine o di percorsi pedonali alternativi. In tutti questi casi, il pedone deve camminare obbligatoriamente in senso contrario a quello di marcia per poter avvistare i ciclisti in arrivo. È evidente che il pedone può quindi circolare su un percorso ciclabile esclusivo come quello di recente apertura tra Nago e Pratosaiano, vista anche l'immissione verso la parte alta del tracciato del sentiero da Torbole e la presenza di numerosi accessi privati per la coltivazione dei fondi. Allo stesso tempo si tratta di un livello differente da quello fin'ora adottato lungo i percorsi ciclopedonali promiscui, il pedone è infatti "ospite" e la percorrenza principale è quella dei ciclisti.»
I problemi causati dalla nuova ciclabile, hanno spiegato i coltivatori, sono talmente impattanti da prefigurare un diffuso abbandono delle coltivazioni, oltre che una drastica diminuzione del valore degli oliveti.
Il vicesindaco ha spiegato come l’amministrazione abbia saputo solo dopo l’apertura della strada della sua qualificazione come ciclabile esclusiva e delle regole di accesso previste per i titolari degli oliveti. Ha quindi provveduto a confrontarsi con il dirigente del Servizio SOVA, incaricato della gestione della rete ciclabile provinciale, e ha informato anche il sindaco di Nago-Torbole delle criticità emerse.
La soluzione prospettata è la convocazione di un tavolo di confronto con la Provincia, al quale prendano parte i rappresentanti dei coltivatori e i referenti dei due Comuni interessati.
L’obiettivo è ricercare soluzioni di convivenza indispensabili su un percorso promiscuo, che non penalizzino chi si trova a dover lavorare utilizzando quella strada e che consentano il transito di agricoltori, ciclisti e pedoni.
Questo dovrà avvenire attraverso regole che consentano di gestire i rischi legati alla presenza di mezzi agricoli in manovra e al contemporaneo passaggio dei ciclisti.
La presenza di un percorso caratterizzato da una forte pendenza, reso particolarmente scorrevole dalla pavimentazione di tipo stradale, imporrà sicuramente scelte attente e articolate su diversi piani.
Il vicesindaco ha poi letto ai presenti un messaggio a firma dell’assessora Chiara Parisi (che ha le deleghe, tra le altre, a foreste, agricoltura e olivaia) che riassume la posizione dell’amministrazione comunale: «Piena solidarietà ai proprietari e ai coltivatori dei fondi olivicoli che hanno come unico accesso la vecchia Maza -recita il testo- oggi trasformata in ciclovia turistica. È difficile pensare di impedire o rendere ulteriormente difficoltoso l’accesso ai fondi agricoli, creando nuovi ostacoli a un comparto olivicolo già messo a dura prova dalle difficoltà degli ultimi anni, sul fronte delle produzioni sia per gli attacchi parassitari che per lo stress climatico. Coltivare gli olivi significa custodire una parte importante della nostra tradizione, del nostro paesaggio e della nostra cultura agricola. Proprio per questo preoccupa che, in fase di progettazione della ciclovia, non siano state adeguatamente considerate le caratteristiche del territorio, le pendenze, gli accessi ai fondi e soprattutto la pericolosità della commistione tra mezzi agricoli e biciclette. La presenza di mezzi agricoli, necessariamente lenti e ingombranti, su un percorso sul quale i ciclisti possono affrontare le discese ad alta velocità, anche in presenza di curve con scarsa visibilità, rappresenta un elemento di rischio che non può essere sottovalutato. Preoccupa inoltre la soluzione, che si auspica possa essere soltanto temporanea, di consentire agli agricoltori esclusivamente la discesa, obbligandoli a raggiungere i propri fondi attraverso la strada della Maza. Una soluzione che, oltre a creare notevoli disagi, comporta ulteriori rischi legati alla presenza di mezzi agricoli sulla principale via di accesso alla valle. A tutto questo si aggiunge un aspetto economico non secondario: la limitazione o la difficoltà di accesso ai fondi può incidere direttamente anche sul loro valore e sulla possibilità di continuare a coltivarli. Si chiede pertanto che vengano accolte le istanze dei proprietari dei fondi, garantendo loro un accesso rapido, sicuro e compatibile con le esigenze della coltivazione agricola, attraverso le vie più idonee e con un’adeguata segnaletica. Laddove necessario, dovranno essere valutati anche interventi per ridurre la velocità dei ciclisti nei tratti più pericolosi, come rallentatori o altre soluzioni tecniche, così da garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada e, al tempo stesso, tutelare il diritto degli agricoltori ad accedere ai propri terreni. La tutela della mobilità ciclabile non può e non deve entrare in conflitto con la tutela dell’agricoltura e di chi, ogni giorno, si prende cura del nostro territorio».