Descrizione
L’iniziativa (a ingresso libero) è in omaggio alla mostra «I fiori delle Alpi», allestita fino al 28 giugno per il centenario della Sat di Riva del Garda, che propone, per la prima volta, una selezione delle tavole dipinte da Piero Coelli (Pirano d’Istria, 1893; Rovereto, 1980) per il libro pubblicato nel 1952 dalla Sat sui fiori di montagna.
Agordino, Cadore a valli ladine di Livinalongo sono aree che subirono lo spopolamento per migrazioni interna e estera in Belgio e Canada. Francesca Gallo ha raccolto la memoria dei canti di chi partiva ma anche di chi rimaneva nella speranza di un ritorno. Cosi è nato un progetto che unisce memoria ma anche storia e tragedie collettive (come Marcinelle e il naufragio dei transatlantici del Sirio del 1906 e dell'Andrea Doria 1956).
Francesca Gallo (Treviso, 1976) studia fisarmonica fin da bambina e si diploma in canto lirico nel 2002 presso il conservatorio di Castelfranco Veneto (TV). A l’età di sedici anni si appassiona alla musica di tradizione orale e per gioco comincia un recupero di canzoni, storie di vita, testi inediti andando a intervistare le persone semplici. In bicicletta, con la fisarmonica in spalla e il registratore in tasca, in due decenni ha percorso migliaia di chilometri. Nel 2004 è partita per Belgio e Canada, in tasca i soldi per una telefonata. Centinaia di ore di registrazione, centinaia di storie di vita raccolte, centinaia di canzoni recuperate a morte certa.
Figlia di Luciano Gallo, costruttore di fisarmoniche, fondatore del marchio Galliano, al fianco del padre ha passato anni nella piccola bottega artigiana, ma ha anche condiviso la passione per la musica tradizionale. Poi ha deciso di riportare in vita la dismessa bottega del padre per salvare questo mestiere che altrimenti sarebbe andato perduto. Dal 2011 ha riportato in vita i due marchi di produzione “Galliano” e “Ploner” fondando la bottega omonima, unica bottega artigiana col 90% di autonomia, almeno a livello nazionale, per la costruzione di fisarmoniche, organetti, armoniche a mantice.
La vita di Francesca si svolge tra i palchi e la bottega dove crea i suoi strumenti, nei boschi e nella campagna dove va a scegliere gli alberi, tra i tacchi a spillo con gli abiti da sera e gli scarponi con il grembiule. Il fascino di vederla scegliere gli alberi, mapparli e progettare la loro stagionatura, è a dir poco d’altri tempi. Lei sostiene che tra albero e musicista ci sia sintonia/sinfonia e che non si possa lasciare al caso la realizzazione di uno strumento che permette al fisarmonicista la riuscita o meno della sua espressione artistica. In questo momento così difficile economicamente, ha deciso di riportare in vita un mestiere di alto artigianato artistico ed è arrivata al punto di scegliersi i musicisti a cui affidare le sue creazioni.
Francesca continua la sua attività di concertista al fianco di noti musicisti e attori, in formazioni ridotte, ma anche come solista. Il suo repertorio è la sua passione: la ricerca etnomusicale e la divulgazione dei canti di tradizione orale che hanno risuonato nell’alto Adriatico dall’unità d’Italia ai giorni nostri.