Arco ha dato il via al censimento digitale dei castagneti

Ha preso il via il progetto “Arco e i suoi castagni: censimento, tutela e prospettive future”, promosso dall'assessorato all'ambiente del Comune di Arco con il supporto dei custodi forestali comunali e la collaborazione scientifica di Albatros S.r.l.
Data:

29/06/2026

Tempo di lettura:

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© Comune di Arco - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

L'iniziativa punta a realizzare il primo censimento completo del patrimonio castanicolo del territorio, con l'obiettivo di valutarne lo stato di conservazione, pianificare gli interventi futuri e restituire valore a una coltura che per secoli ha rappresentato una risorsa fondamentale per la comunità locale.

Grazie all'impiego di strumenti digitali come QGIS e dell'applicazione mobile QField, il naturalista e faunista Alessandro Marsilli realizzerà un vero e proprio “gemello digitale” dei castagneti di Arco: ogni pianta sarà geolocalizzata tramite GPS e sottoposta a una valutazione fitosanitaria, raccogliendo al tempo stesso preziose informazioni sulla biodiversità presente. I castagni più antichi rappresentano infatti autentici "alberi habitat": le cavità naturali presenti nei tronchi ospitano numerose specie di uccelli, mammiferi e pipistrelli. Per questo motivo il monitoraggio comprenderà anche l'impiego di fototrappole e bat detector per lo studio della fauna forestale.

Il progetto guarda però oltre la ricerca scientifica: i dati raccolti saranno utilizzati per sviluppare percorsi didattici dedicati alle scuole, taccuini di campagna per gli studenti, pannelli informativi lungo i sentieri in prosecuzione di quelli che già interessano il bosco Caproni, e iniziative di promozione del territorio legate al turismo lento e sostenibile.

Tra gli obiettivi figura inoltre l'aggiornamento della documentazione relativa al patrimonio collettivo, ferma al 1985, il riordino delle informazioni disponibili e la valutazione delle potenzialità dei castagneti esistenti. Sarà inoltre verificata la possibilità di recuperare castagneti abbandonati, riaffidando le piante ai censiti o ripristinando le aree dove il castagno è progressivamente scomparso a causa del rimboschimento naturale.

Fondamentale sarà anche il coinvolgimento dei cittadini: l'amministrazione comunale invita i coltivatori dei castagni a collaborare compilando le schede di rilievo e censimento. Per informazioni e supporto tecnico sarà possibile rivolgersi ad Albatros S.r.l. oppure allo Sportello Castagno che il Comune attiverà nella seconda metà di luglio.

Durante la serata di presentazione, venerdì 26 giugno a Palazzo dei Panni, è intervenuto anche lo storico arcense Romano Turrini, che ha ripercorso la storia dei castagneti di Arco, illustrandone l'evoluzione nel tempo e proponendo un interessante parallelismo con la coltivazione dell'olivo. È stata inoltre evidenziata l'importanza di recuperare non solo i castagneti, ma anche la memoria storica legata a questo paesaggio, attraverso percorsi didattici rivolti alle scuole e iniziative che consentano ai più giovani di riscoprire questi ambienti, anche lungo itinerari come quello del Bosco Caproni.

A completare gli interventi è stato Massimo Miori, direttore dell'Ufficio distrettuale forestale di Rovereto e Riva del Garda, che ha illustrato il quadro normativo entro cui si inserisce la gestione dei castagneti. In Trentino il castagneto è infatti considerato una coltura estensiva, collocata a metà strada tra il bosco e la coltura agraria, e richiede quindi interventi specifici concordati con il Servizio Forestale. Tra le possibilità previste vi sono il recupero dei castagneti mediante il cambio di coltura, preservando esclusivamente i castagni, oppure interventi più graduali attraverso tagli selettivi che mantengano, oltre ai castagni da frutto, anche altre specie di elevato valore naturalistico come il ciliegio selvatico o altre latifoglie nobili.

L'incontro si è concluso con un partecipato dibattito che ha visto intervenire numerosi coltivatori, proprietari e il presidente della Cooperativa castanicoltori trentini, con il contributo dei custodi forestali Lisa Betta e Enrico Calabri. È stato ribadito come il censimento rappresenti il primo passo per conoscere con precisione il patrimonio castanicolo di Arco e definire le strategie future necessarie per conservarlo, valorizzarlo e incrementarlo attraverso il recupero delle aree progressivamente riconquistate dal bosco.

Ulteriori informazioni

Data di scadenza

13/07/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 29/06/2026 10:11

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