Descrizione
L’evento, dal titolo «Una rondine [non] fa primavera», ha proposto sia un laboratorio aperto a grandi e piccini di costruzione di nidi per le rondini, sia un momento informativo sulle rondini, sulla loro utilità per l’uomo e sui modi con cui ognuno può contribuire a tutelarle, il tutto con la conduzione del dott. Alberto Bertocchi, ornitologo, ricercatore e naturalista, incaricato dal comune di Arco della redazione e gestione del progetto «Arco città delle rondini». Per l’amministrazione comunale c’era l’assessora ad ambiente, sostenibilità ed ecologia Chiara Parisi.
Al laboratorio hanno partecipato una trentina di bambini e numerosi adulti, che hanno potuto conoscere le sei specie diverse che nidificano nei nostri edifici, collaborando alla riduzione del numero di insetti nel periodo estivo. Sotto la guida del dott. Bertocchi hanno imparato a riconosce gli uccelli da forme, canti e nidi, e sono stati coinvolti nel progetto di censimento attraverso l'app gratuita inaturalist (disponibile sul sito www.inaturalist.org e negli store Apple e Google Play) con cui ciascuno può segnalare la presenza di questi uccelli o dei loro nidi. I bambini sono stati coinvolti nella realizzazione di nidi artificiali per rondini comuni da appendere nelle loro corti, cantine, legnaie per contribuire alla loro tutela.
Come ha spiegato il dott. Bertocchi, il progetto «Arco città delle rondini» mira a monitorare e tutelare rondini e rondoni nei centri storici di Arco e aree limitrofe, promuovendo ricerca scientifica e coinvolgimento della comunità tramite citizen science. Per quanto riguarda ricerca e monitoraggio saranno localizzati i siti riproduttivi di Hirundinidi (rondine, balestruccio, rondine montana) e Apodidi (rondone comune, maggiore, pallido), con focus sulla biologia riproduttiva della rondine comune, usando telecamere o specchi per minimizzare disturbi. Importante: il tecnico incaricato eseguirà i rilievi percorrendo le vie cittadine, ma in alcuni casi, ad esempio per corti e cortili interni, suonerà al campanello e chiederà l'autorizzazione a entrare. La preghiera, naturalmente, è ad accoglierlo e a collaborare, permettendogli di monitorare i nidi (l'operazione richiederà solo pochi minuti), tenendo presente che esibirà un documento di riconoscimento per garantire la sicurezza dei cittadini. I dati raccolti formeranno un database GIS confrontabile con rilevazioni disponibili risalenti a vent’anni fa, per analizzare successo riproduttivo e fenologia, con pubblicazione di un articolo.
Il progetto ha il supporto di Lipu, la Lega italiana protezione uccelli, e dell'associazione Monumenti vivi, con il patrocinio del WWF del Trentino-Alto Adige.