Descrizione
È questo l'obiettivo di «Arco Slow. Un paesaggio da abitare», l'iniziativa promossa dalla cooperativa sociale Smart per trascorrere insieme un fine settimana all'insegna della lentezza tra riflessione, socialità e gioco. Un evento che unisce momenti di approfondimento e pratiche concrete, mettendo al centro i temi della sostenibilità, della qualità dello spazio pubblico e dell'abitare contemporaneo.
La seconda edizione di Arco Slow, riconosciuta come Ecoevento, si inserisce in un percorso condiviso con istituzioni e realtà del territorio, e gode del patrocinio e del sostegno del Comune di Arco e della Comunità Alto Garda e Ledro, con il contributo di Provincia autonoma di Trento, Fondazione Caritro, Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto, Apt Garda Dolomiti, Alto Garda Servizi, Riva del Garda Fierecongressi e aziende agricole Bertamini e Agrisalus. L'iniziativa è inoltre riconosciuta dal Distretto Family Alto Garda.
La presentazione alla stampa si è svolta giovedì 19 marzo a Palazzo Marcabruni Giuliani, presenti per il Comune di Arco il vicesindaco Marco Piantoni, per la Comunità di valle l’assessora Letizia Vicari, per la cooperativa Smart il presidente Francesco Picello con Martina Mosconi, responsabile di progetto.
«Quest’anno rispetto alla prima edizione abbiamo raddoppiato le dimensioni della proposta -ha detto il presidente Francesco Picello- attribuendo alla conferenza uno spazio suo specifico, sabato, in cui gli attori dell’Alto Garda già impegnati in progetti sulla sostenibilità possano incontrarsi, conoscersi e confrontarsi. È confermata la partecipazione di Cittaslow International e di tantissime realtà di tutto il territorio altogardesano; invece domenica è stata organizzata con un processo partecipativo, tramite cinque incontri svolti a partire da novembre, con un programma che è il risultato di una rete ampia che si sta coordinando e sta facendo sinergia. Arco Slow è pensato anche come un momento per far comprendere il potenziale di Cantiere 26, centro giovani intercomunale che per noi, che lo gestiamo da non molto, è un percorso lungo e complesso, di cui ci rendiamo conto come sia difficile valutare adesso la mole di lavoro che vi si svolge, le idee, le tante persone che lo fanno vivere. È un segnale di discontinuità su come si possano vivere in modo nuovo e diverso gli spazi urbani».
«L’amministrazione comunale è molto onorata di sostenere questa iniziativa -ha detto il vicesindaco Piantoni- perché c’è bisogno di iniziative dei residenti e dedicate alla comunità residente, come questa, a fronte delle numerose pensate per i turisti e a loro rivolte. Una delle questioni alla nostra attenzione è il rapporto fra chi in questo territorio vive e le attività produttive del turismo, in cui si inserisce anche il problema dell’abitare e quello della qualità della vita dei residenti. Tutte le istanze hanno diritto di esistere, ma occorre trovare un nuovo equilibrio che tuteli la comunità residente. Il diritto di proprietà di chi affitta ai turisti non è in discussione, naturalmente, ma se mette in crisi il diritto originario dei residenti di vivere nel loro territorio, in particolare dei giovani, questo richiede dei correttivi. Tutti i diritti e tutte le esigenze devono essere ugualmente tutelati, ma in una composizione armonica ed equilibrata. Questo richiede da parte dell’amministrazione uno sforzo per riuscire a incidere su una situazione segnata da forti interessi che portano a ingenti investimenti dall’esterno, a scapito dei residenti. Si tratta, lo ripeto, di una esigenza di riequilibrio, rispetto alla quale Arco Slow va nella direzione giusta. Per questo voglio ringraziare gli organizzatori e tutte le associazioni e le persone che vi partecipano».
Letizia Vicari nel ribadire il valore del progetto e il convinto sostegno della Comunità di valle, ha caldeggiato che Arco Slow possa diventare Alto Garda Slow, ovvero una iniziativa che coinvolga, su questi temi e con queste modalità, l’intero territorio altogardesano.
Infine, Martina Mosconi, responsabile del progetto, ha spiegato come l’obiettivo di un ampio coinvolgimento del territorio, proprio della manifestazione fin dalla prima edizione dell’anno scorso, sia già in parte raggiunto, a fronte delle oltre cinquanta tra associazioni e realtà di tutto l’Alto Garda e della valle di Ledro che prendono parte attivamente alla sua realizzazione: «Un po’ come accade con Cantiere 26 -ha detto- anche Arco Slow fa da catalizzatore per tutto il territorio».
Ha quindi raccontato il programma, ispirato al payoff «Un paesaggio da abitare». Si inizia sabato 28 marzo alle ore 15 al centro giovani Cantiere 26 con il convegno «Un paesaggio da abitare» in cui si potranno conoscere e interagire con alcune delle progettualità in tema di sostenibilità che vari attori stanno attuando in Alto Garda. Dopo i saluti del presidente della cooperativa Smart, Francesco Picello, apriranno i lavori Mauro Migliorini, sindaco di Asolo (VI) e presidente di Cittaslow International, e Valentina Porcellana, antropologa esperta in etnografia delle Alpi e welfare territoriale. Tre le sessioni tematiche: paesaggio e risorse, mobilità sostenibile, comunità e trasformazione culturale. Facilitazione dell'associazione Officina Comune e conclusioni affidate a Simone Casciano del quotidiano Il T.
Dopo un toast realizzato con prodotti locali e una bibita, alle ore 20.30, sempre a Cantiere 26, si svolgerà dal vivo il live podcast «Città di Will Media» con Paolo Bovio e l'esperto Gabriele Rabaiotti, già assessore alla casa del Comune di Milano. Partendo dalla crisi abitativa dell'Alto Garda si allargherà la riflessione al livello nazionale ed europeo, cercando di passare dal problema alle soluzioni.
Domenica 29 marzo si entra nel cuore di Arco Slow spostandosi nelle strade del centro di Arco: dalle 10 alle 18 via Garberie, via Marconi, via delle Palme saranno chiusi al traffico e, assieme al parco ex tennis, trasformati in un grande spazio di confronto, riflessione e sperimentazione. Un tempo per esplorare senza fretta, percorrere le strade con occhi nuovi e lasciarsi sorprendere da qualcosa che non avevi programmato. Molto più quindi di una domenica senz'auto, ma un vero e proprio laboratorio urbano temporaneo con attività diffuse lungo le vie della città grazie alla partecipazione di una cinquantina abbondante di enti e associazioni: laboratori creativi e sostenibili, giochi, sport, musica e danza, itinerari in bici e a piedi.
Durante tutta la giornata sarà attivo un servizio di ristorazione con proposte sostenibili e legate al territorio.
Programma dettagliato: