Descrizione
Era il 2019 quando, per la prima volta in Trentino, la Casa degli artisti con la mostra «Arte donna. L'altra metà del Novecento Trentino» esplorava il contributo delle donne all’evoluzione delle arti figurative del Novecento. Da allora l'attenzione a tutte le forme espressive femminili, quelle opera di donne come quelle che alle donne sono dedicate, ha sempre mantenuto uno spazio nella programmazione culturale, soffermandosi nel tempo, in particolare, su pittrici di diversa formazione ed estrazione sociale appartenenti a generazioni diverse che hanno vissuto la trasformazione dalla cultura ottocentesca fino alla scena artistica trentina del secondo Novecento.
Ora la nuova mostra «Gino Pancheri. Figure femminili» propone opere di donne ritratte dal pittore trentino nella loro quotidianità: donne che sembrano in attesa di qualcosa che sta per avvenire e che sospendono in un'aura contemplativa anche l’osservatore. La mostra, a cura di Roberta Bonazza, vuole riportare lo sguardo sulla poetica di Gino Pancheri in relazione alla figura, offrendo anche una piccola sezione di opere di paesaggio, altro tema caro all’artista.
Formato all’Accademia di belle arti di Brera, Pancheri fu tra gli artisti più attivi nel decennio tra il 1930 e il 1940, incontrando artisti come Manzù, Carrà, nonché il poeta Alfonso Gatto. Fu animato da una ricerca interiore e di studio del colore che nel 1938 lo portò a trasferirsi in Toscana alla ricerca di paesaggi più ampi e colori più caldi.
«La sua è una poetica gentile e intensa -spiega la curatrice- sia nel modo in cui ritrae le donne sia nelle opere dove rappresenta paesaggi trentini, senza figura alcuna. Solo silenzio».
Morto prematuramente durante il bombardamento di Trento nel 1943, Gino Pancheri è ricordato da una lapide collocata sulle mura del rione della Portéla che riporta una epigrafe del poeta Alfonso Gatto: «Nella festa della pittura, nella storia dell’arte, il pittore Pancheri non ha morte, non ha vecchiezza, ma solo la sua gioventù e gli occhi chiari con cui guardò il mondo, la sua terra, la città natale che qui lo ricorda e l’affida all’addolorata memoria».
L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 5 settembre con inizio alle ore 18. La mostra è aperta alla visita dal martedì alla domenica (lunedì chiuso) dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 con ingresso libero.
La Casa degli artisti «Giacomo Vittone» è gestita dai Comuni di Arco, Riva del Garda e Tenno, quest’ultimo quale ente capofila.