Vai menu di sezione

Il sacro e il quotidiano

A 50 anni dalla scoperta dell'area archeologica di San Martino ai Campi, è stata inaugurata venerdì 4 ottobre al MAG la mostra «Il sacro e il quotidiano. Il villaggio tardoantico a San Martino ai Campi», curata dall'Ufficio per i beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.

Seguiranno nel mese di ottobre un ciclo di visite guidate e un seminario di approfondimento valido anche ai fini dell’aggiornamento docenti.

In posizione strategica lungo quelle che in antichità erano importanti vie di comunicazione, frequentato fin dalla protostoria, il sito di San Martino ai Campi è caratterizzato da significative strutture di età romana e medievale. Nel periodo di passaggio fra queste due epoche, nel IV secolo d.C., sul versante meridionale del Monte viene costruito un villaggio, probabilmente con finalità militari. Circa duecento anni dopo un incendio distrugge la gran parte dell’abitato, che però continua a vivere, anche attraverso la devozione cristianaPer celebrare i cinquant'anni dalla scoperta del sito, avvenuta nel 1969, reperti e strutture di questo villaggio sono stati ricomposti in una narrazione del quotidiano che si scoprirà in frequente dialogo con il sacro. Uno sguardo gettato su un particolare momento di vita del monte, in attesa che studi approfonditi arrivino a restituirne il quadro completo.

L'inaugurazione si è svolta alla presenza del soprintendente ai beni culturali della Provincia Franco Marzatico, delle curatrici Cristina Dal Rì, Achillina Granata e Nicoletta Pisu, e dello staff del Museo Alto Garda, che con questo nuovo progetto espositivo rafforza il suo ruolo di museo del territorio attraverso la virtuosa collaborazione con la Soprintendenza provinciale.

Franco Marzatico ha plaudito al progetto, sottolineando “il risultato di grande effetto dal punto di vista espositivo” e allo stesso tempo “il valore della conoscenza nei termini di eredità-patrimonio culturale della collettività”, citando la Convenzione di Faro sul valore dell’eredità culturale per la società. Questa mostra, secondo il soprintendente, “conduce al piacere della conoscenza delle radici, in una prospettiva di conoscenza che ci permette di guardare al futuro. Gli antichi ci riguardano infatti perché sollevano i nostri stessi dubbi”.

All’inaugurazione è intervenuto anche il nuovo responsabile del Museo Alto Garda, Matteo Rapanà, il quale, alla sua prima inaugurazione di una mostra al MAG, ha riconosciuto al progetto “il merito di saper raccontare un momento storico attraverso diversi linguaggi, dall’esposizione di reperti alla ricostruzione fotografica, dal video al disegno delle luci”.

La curatrice della mostra Nicoletta Pisu si è addentrata nel merito dei contenuti della mostra: “Abbiamo voluto far conoscere un contesto meno noto del sito scoperto cinquant’anni fa e studiato nel corso degli anni, ovvero quello del villaggio “che vive”, il suo “quotidiano”, come evoca appunto il titolo della mostra, in un arco di tempo che si colloca tra il IV e il VI secolo d.C. Ciò che è emerso nelle ricerche, e da qui il titolo “Il sacro e il quotidiano”, è quanto il sacro permeasse in maniera forte e trasversale, in ogni epoca, la vita di tutti i giorni del villaggio, e come questi due concetti messi in luce in mostra si intrecciassero continuamente”.

Sito web: www.museoaltogarda.it

Posizione GPS

Come arrivare

torna all'inizio del contenuto
Pubblicato il: Sabato, 05 Ottobre 2019

Valuta questo sito

torna all'inizio