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Storia

Reperti archeologici testimoniano presenze sulla rocca di Arco molto più antiche dell’epoca medievale; il nome stesso di Arco deriva probabilmente da "arx" che significa fortezza. È certo comunque che dall’anno Mille il castello esisteva già. Nel 1196 Federico d’Arco dichiarò che

il castello era bene allodiale degli abitanti della Pieve di Arco e, più tardi, la famiglia dei conti d’Arco ne divenne unica proprietaria. Alla fine del XV, come si nota nel dipinto del Dürer, il castello era un piccolo villaggio fortificato, uno dei più grandi in Trentino: non ospitava al suo interno la sola famiglia dominante (i conti d’Arco, fin dall’anno Mille), ma anche i rami cadetti e i numerosi parenti, molto spesso in aperto contrasto fra loro. E inoltre accoglieva numerose botteghe, officine, laboratori, luoghi di lavoro svariati, abitazioni più umili destinate ad artigiani e servitori, al corpo di guardia, ecc. In conseguenza di ciò si trovano a tutt’oggi all’interno delle mura del maniero capienti cisterne per l’acqua (tre quelle visibili a tutt’oggi) e numerosi depositi e granai, ma si conosce anche dell’esistenza di un mulino, di una chiesa (dedicata a Santa Maria Maddalena), di orti e di una bottega da fabbro.
Esiste ancora, ma sicuramente era in origine una costruzione più articolata, la prigione del sasso, dove Galeazzo d’Arco fu imprigionato dal fratello Francesco: quindi si trovava al suo interno anche una amministrazione della giustizia e un sistema per la carcerazione. Il castello era di fatto, una vera città nella città, collegata al borgo di Arco, più in basso, ma allo stesso tempo, in caso di necessità, autonoma e autosufficiente. Nel 1579 l’arciduca del Tirolo, Ferdinando II, fece occupare il castello di Arco e quello di Penede ma già nel 1614 il castello tornò sotto l’orbita dei conti d’Arco.
L’inizio del Settecento segna il declino della rocca che si conclude con il bombardamento del generale francese Vendôme che distrusse molti castelli della zona. I conti d’Arco intanto si erano divisi in diversi rami e il castello, seppur in rovina, era rimasto di proprietà, in parti uguali, del ramo di Baviera e del ramo di Mantova. Nel 1927 la contessa Giovanna d’Arco, marchesa di Bagno, acquistò la parte di castello dai conti di Baviera e ne divenne unica proprietaria fino al 1982, quando il Comune di Arco sotto l’Amministrazione Selenio Ioppi, decise di acquistare il maniero e altri beni conservati dalla Fondazione d’Arco di Mantova. L’intenzione era, appunto, quella di procedere ad un restauro finalizzato alla messa in sicurezza del bene, tutelato assieme al caratteristico oliveto, e alla sua fruibilità da parte del pubblico.

Pagina pubblicata Mercoledì, 03 Dicembre 2014 - Ultima modifica: Giovedì, 18 Dicembre 2014

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