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Marocche - Lago Bagattoli

 

Itinerario 6



Difficoltà: **
Bellezza: ***
Periodo consigliato: tutto l'anno
Tempo percorrenza: 3,00 h
Dislivello massimo: 300 m
Sviluppo metri: 25400
Localizzazione altimetrica: fondovalle

I punti toccati:

Arco parcheggio Centrale (all'altezza del ponte sopra il Sarca) - Prabi - maso Lizzone - sentiero Campagnola - Ponte di Dro - Sentiero Marocche - Gaggiolo - crossodromo Ciclamino - attraversamento ss. 45 bis - Pietramurata - canali torrente Rimone - centrale idroelettrica di Fies - s.p. Dro Drena - Ceniga ponte romano - Prabi - Arco parcheggio Centrale (all'altezza del ponte sopra il Sarca)

Itinerario

Percorso lungo che si snoda sul fondo valle senza dislivelli particolari, adatto a tutto l'anno, utile per allenarsi, o per chi non voglia impegnarsi in salite. Merita per i suoi paesaggi attraverso la zona delle Marocche (Biotopo), una riscoperta del territorio lungo direttrici poco frequentate.
La partenza è dal parcheggio Centrale (all'altezza del ponte sopra il Sarca). Si costeggia la parete dei Colodri verso loc. Prabi. In questo tratto merita senz'altro una visita la chiesa di S. Apollinare (probabilmente sorta attorno al 600) con i suoi bellissimi affreschi, e più avanti il suggestivo eremo di San Paolo, un tempo luogo di dimora di monaci eremiti che conducevano una vita di preghiera e austerità. Si prosegue ora in direzione del ponte romano che si lascia sulla destra per continuare lungo la destra orografica del fiume Sarca, per il sentiero Campagnola, fino ad arrivare ad un secondo ponte (Ponte di Dro). Si prosegue ora lungo la strada asfaltata (200m) in direzione nord per poi svoltare a sinistra su stradina sterrata che poi diventa sentiero (Sentiero Marocche - Biotopo) e dopo alcuni tratti ripidi giunge in loc. Gaggiolo. Le Marocche di Dro, dal caratteristico paesaggio lunare, sono un fenomeno di carattere geomorfologico la cui origine è dovuta alle glaciazioni. Sono la frana più grande non solo di tutta la provincia di Trento, ma anche dell'intero arco alpino. Un fenomeno glaciale che ha formato un ammasso di macigni di 187 milioni di metri cubi. Gli eventi franosi che le generarono furono parecchi, e si sovrapposero gli uni agli altri. I primi sono databili 100.000 o 200.000 anni fa, addirittura in periodi interglaciali, mentre gli ultimi pare siano avvenuti in epoca storica ed abbiano travolto anche insediamenti umani.
Di nuovo per ripidi sali e scendi, si arriva al crossodromo Ciclamino. Si attraversa la strada statale e ci si porta nella frazione di Pietramurata (siamo a circa metà strada). Da qui inizia il percorso di rientro lungo la sinistra orografica del fiume Sarca, che si raggiunge dopo aver percorso una stradina bianca di campagna tra i vigneti (Canali torrente Rimone) che si trasforma in sentiero, portando all'antica centrale idroelettrica di Fies. Da qui, lungo stradina asfaltata in leggera discesa, si arriva sulla strada provinciale Drena-Dro che si congiunge al paese di Dro. Lo si attraversa per poi proseguire in direzione di Ceniga e raggiungere il ponte romano. Proseguire ora lungo il tratto di strada che attraversa loc. Prabi fino a raggiungere il punto di partenza, il parcheggio Centrale (all'altezza del ponte sopra il Sarca).

Visualizza/scarica la mappa dell'itinerario (PDF 330 KB)


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