Lago di Cavedine
Itinerario 8
Difficoltà: **
Bellezza: **
Periodo consigliato: tutto l'anno
Tempo percorrenza: 2,30 h
Dislivello massimo: 128 m
Sviluppo metri: 27250
Localizzazione altimetrica: sino a 800m sml
I punti toccati:
Arco parcheggio Centrale (all'altezza del ponte sopra il Sarca) - passerella sul fiume Sarca - ciclabile sinistra orografica Sarca - Ceniga - sottopasso strada statale - croce in legno Loc. Ischia - maso Trenti - Centrale di Fies - canali irrigui di Rimone - Pietramurata - ponte Pedrotti - lago di Cavedine - Marocche - strada s.p. Dro Drena - Ceniga ponte romano - Prabi - Arco parcheggio Centrale (all'altezza del ponte sopra il Sarca)
Itinerario
Un percorso di quasi trenta chilometri nel fondovalle, attraverso il biotopo delle Marocche, in ambienti protetti, per giungere al caratteristico Lago di Cavedine. Ideale per chi voglia farsi un po' di gamba senza fare salite, sempre rimanendo in zone molto affascinanti e caratteristiche dei dintorni di Arco. La partenza è dal parcheggio Centrale di Arco (all'altezza del ponte sopra il Sarca). Attraversata la passerella ciclopedonale sul Sarca, si prosegue lungo la ciclabile che costeggia la sinistra orografica del fiume fino all'abitato di Ceniga. Giunti a Ceniga attraversarlo e, mediante sottopassaggio della strada statale, raggiungere le campagne e le zone coltivate a frutta circostanti il paese di Dro, sino a raggiungere una Croce in legno in Località Ischia. Da qui si percorre un tratto di strada provinciale e, in prossimità del Maso Trenti, si svolta a sinistra. Lungo una stradina di campagna asfaltata in leggera salita si giunge all'antica centrale idroelettrica di Fies. Da qui, per stradina sterrata che poi si trasforma in un sentiero, si attraversa la zona del Biotopo delle Marocche. Le Marocche di Dro, dal caratteristico paesaggio lunare, sono un fenomeno di carattere geomorfologico la cui origine è dovuta alle glaciazioni. Sono la frana più grande non solo di tutta la provincia di Trento, ma anche dell'intero arco alpino. Un fenomeno glaciale che ha formato un ammasso di macigni di 187 milioni di metri cubi. Gli eventi franosi che le generarono furono parecchi, e si sovrapposero gli uni agli altri. I primi sono databili 100.000 o 200.000 anni fa, addirittura in periodi interglaciali, mentre gli ultimi pare siano avvenuti in epoca storica ed abbiano travolto anche insediamenti umani.
Su stradine di campagna si giunge al centro abitato di Pietramurata. Si prosegue ora al ponte Pedrotti (siamo a metà del percorso) e dal ponte ci si dirige verso il bel lago di Cavedine (per gli amanti della pesca!) costeggiandolo lungo la strada asfaltata, per poi inoltrarsi nel Biotopo delle Marocche di Dro. Si giunge sulla strada provinciale Drena-Dro che conduce al paese di Dro, che si attraversa per poi proseguire in direzione di Ceniga e raggiungere il ponte romano. Proseguire ora lungo il tratto di strada che attraversa loc. Prabi fino a raggiungere il punto di partenza, il parcheggio Centrale (all'altezza del ponte sopra il Sarca).
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