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Braila Castel Drena

 

Itinerario 4



Difficoltà: **
Bellezza: ***
Periodo consigliato: tutto l'anno
Tempo percorrenza: 2,00 h
Dislivello massimo: 432 m
Sviluppo metri: 18620
Localizzazione altimetrica: sino a 500 m slm

I punti toccati:

Arco parcheggio Centrale (all'altezza del ponte sopra il Sarca) - Pianaura - Londri - Braila - Castel Drena e ritorno da Dro - Prabi - Arco parcheggio Centrale (all'altezza del ponte sopra il Sarca)

Itinerario


Itinerario vario, di media lunghezza, per entrare nel cuore dell'Oltresarca, verso le località di Pianaura e del caratteristico borgo di Braila. La partenza è dal parcheggio Centrale all'altezza del ponte sopra il Sarca. Superata la passerella sopra il Sarca si prosegue in prossimità dell'antico Convento dei frati Cappuccini fondato nel 1585 per volontà dei conti d'Arco. Ci si dirige a Massone, antico borgo del Comune di Arco che deriva il suo nome probabilmente da "mansio", ovvero maso, masseria, attestando che la parte Nordest dell'Oltresarca aveva visto, già in epoca imperiale e anche dopo le invasioni barbariche, insediamenti agricoli ben strutturati. Da qui, in salita attraverso olivaie, si raggiunge il caratteristico e stupendo muro Policromuro. Per strada asfaltata si sale sino alla loc. Pianaura, ricordata anche per alcuni incisioni rupestri dell'età del ferro. Sulla sinistra lo stupendo lecceto di Vastré, futura oasi naturalistica, una delle zone più a nord d'Europa per la varietà di lecci, e uno dei boschi di leccio più esteso in Trentino. Le pendenze fino a questo tratto sono di 8-10%. A Pianaura bivio a sinistra. Si prosegue in direzione Londri sino al piccolo abitato di Braila, il punto massimo di dislivello del percorso (432m ca). Braila merita una sosta per la visita del vecchio borgo e della vecchia Pieve, la Chiesa della Madonna del Carmelo, il punto di sosta ideale fuori dall'abitato. Da qui inizia la discesa verso Castel Drena che si riesce già ad ammirare dall'alto. Si attraversa il paese di Drena e si giunge al Castello visitabile (mostre, spettacoli). Costruito nel corso del XII secolo, il castello di Drena, evoluzione di un castelliere preistorico, fu venduto nel 1175 dai primi possessori, la famiglia da Seiano, ai d'Arco che ne fecero un fondamentale strumento di controllo della via di collegamento fra Trento e il Garda. Rappresenta un elemento suggestivo della Valle del Basso Sarca.
Dal Castel Drena spettacolare colpo d'occhio sulla vallata del Basso Sarca - Pietramurata, Dro, Arco - sui monti fino alle Dolomiti di Brenta, e sul deserto pietroso delle Marocche (biotopo). Le Marocche di Dro, dal caratteristico paesaggio lunare, sono un fenomeno di carattere geomorfologico la cui origine è dovuta alle glaciazioni. Sono la frana più grande non solo di tutta la provincia di Trento, ma anche dell'intero arco alpino. Un fenomeno glaciale che ha formato un ammasso di macigni di 187 milioni di metri cubi. Gli eventi franosi che le generarono furono parecchi, e si sovrapposero gli uni agli altri. I primi sono databili 100.000 o 200.000 anni fa, addirittura in periodi interglaciali, mentre gli ultimi pare siano avvenuti in epoca storica ed abbiano travolto anche insediamenti umani.
Da Castel Drena seguendo la strada provinciale ci si congiunge al paese di Dro, che si attraversa per poi proseguire in direzione di Ceniga e raggiungere il ponte romano. Il ritorno è da località Prabi, costeggiando la parete est dei Colodri. Si può così visitare il suggestivo eremo di San Paolo un tempo luogo di dimora di monaci eremiti che conducevano una vita di preghiera e austerità, e la chiesa di S. Apollinare (probabilmente sorta attorno al 600) con i suoi bellissimi affreschi. Ci si immette poi nuovamente nel centro storico di Arco attraverso Via Segantini e Piazza 3 Novembre.

Visualizza/scarica la mappa dell'itinerario (PDF 419 KB)


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