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Arrampicata sportiva

 


Intervista all'Assessore Fabrizio Miori
"Garantire e migliorare il nostro patrimonio ambientale
per garantire e migliorare le nostre opportunità turistiche"

Le regole per valorizzare 

di Antonella Cicogna

Sport. Natura. Turismo. Un trinomio inscindibile per l'economia del territorio e degli abitanti del Comune di Arco. Ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo fanno tappa qui sapendo di poter godere di un ambiente naturale e di strutture del tutto speciali.

Arrampicata e mountain bike sono certamente tra le discipline sportive più diffuse, oltre a windsurf ed escursionismo. Complici: una natura generosa. Ma anche un'Amministrazione attenta e sensibile ai bisogni dei suoi visitatori, che ha capito quanto sia importante garantire la continuità del divertimento nel pieno rispetto delle caratteristiche ambientali e territoriali.


Quando ambiente sport e turismo sono tutt'uno

"Con le sue caratteristiche naturalistiche così straordinarie Arco richiama visitatori da tutto il mondo che qui trovano il terreno ideale per la pratica di tantissimi sport. L'ambiente è la nostra principale risorsa. Un luogo di visita e di ricarica. Ma perché possa continuare ad essere un'oasi di rigenerazione questo patrimonio va tutelato e preservato. Noi non lo facciamo erigendo barriere o limitando la frequentazione. Creiamo invece le infrastrutture che permettono di godere dell'ambiente nel pieno rispetto del territorio e degli abitanti che qui vi vivono. Anche responsabilizzando chi questo ambiente lo gode praticamente in ogni stagione dell'anno. E per farlo investiamo molto".
E' con queste parole che Fabrizio Miori, assessore all'Ambiente Sport e Turismo di Arco condensa la filosofia di un Assessorato che da anni si sta impegnando nella tutela del suo splendido patrimonio ambientale. Il territorio comunale di Arco, lo sanno le migliaia di turisti che ogni anno lo eleggono come patria per il tempo libero, gode di una natura ricca e diversissima. I suoi contorni e confini geografici cambiano ad ogni angolo a seconda che ci si avvicini al Lago di Garda, o si salga sulle
montagne circostanti, dal monte Altissimo al monte Stivo, toccando così una varietà vegetale e animale variegata, da quella mediterranea a quella alpina. Con la complicità del suo "mare", poi, vanta di un microclima invidiabile, con temperature primaverili anche d'inverno.
"Ambiente, sport e turismo costituiscono una combinazione quanto mai naturale qui nel nostro Comune, patria dell'arrampicata, del mountainbike, della vela e del windsurf. Vi sono falesie stupende, percorsi di ogni genere per gli amanti delle camminate e della mountainbike. Il Lago di Garda è il paradiso della tavola e delle vele. Questo sodalizio è molto prezioso per l'economia della nostra comunità. Ma sono le ricchezze naturali ad essere state il segreto di tutto. E' l'ambiente il perno su cui gira l'intero sistema. Ed è in questa direzione che intendiamo proseguire. Ossia: tutelare il territorio, la sua realtà, e quella dei suoi abitanti. Per tutelare, come logica conseguenza, ogni nostra opportunità turistica -spiega Miori- Affinché ciò accada, occorre garantire il giusto equilibrio tra frequentazione e protezione. L'ambiente va gustato, vissuto. Ma prima di tutto rispettato".




ARRAMPICATA
Il piano integrato di sviluppo e il piano generale delle falesie
Policromuro, Placche di Baone, Muro dell'Asino e Colodri

E' in questo quadro dunque che si inserisce la politica attuale dell'assessore all'Ambiente Sport e Turismo di Arco. Un piano integrato di sviluppo che prevede la creazione di comparti ambientali comunali di libero accesso dotati delle strutture necessarie per lo svolgimento delle discipline sportive che qui si esprimono, garantendone la manutenzione e la sicurezza, ma esigendo dai suoi "visitatori", il rispetto di regole base per la tutela e la valorizzazione del territorio.
Per questo è nato il Piano generale delle Falesie, ossia l'identificazione di una serie di siti d'arrampicata per i quali il Comune, divenutone proprietario, garantisce un'azione di manutenzione e di valorizzazione costante nel tempo, con regole d'utilizzo per la valorizzazione dell'arrampicata e l'integrità la sicurezza e la qualità del territorio. "L'obiettivo è di creare parchi per l'arrampicata, strutture sportive comunali all'aria aperta con libero accesso, purché si rispettino le regole", chiarisce Miori.
L'Amministrazione comunale ne ha identificati 4, che costituiscono le "falesie del piano": Policromuro, Placche di Baone, Muro dell'Asino e Colodri.
Su queste non interviene solo nell'importantissimo e riqualificante intervento sullo stato della falesia, contando le vie, modificandole dove necessario, sostituendo soste, rinnovando la chiodatura. Ma interviene anche sull'aspetto
naturalistico circostante. Ossia studia il paesaggio in cui la falesia è inserita e apporta una serie di interventiche ne valorizzano maggiormente il territorio, il suo utilizzo e la sua protezione: creando le vie d'accesso, la segnaletica, i servizi, e le strutture per rendere l'ambiente circostante più fruibile.
Un esempio per tutti? Policromuro, dagli assidui delle falesie conosciuto come "Massone". Utile per spiegare, oltre la parte più tecnica di intervento sulla falesia, ciò di cui sta parlando l'Assessore, ossia di questa "contestualizzazione urbanistica", che è poi la parte più consistente del piano, anche dal punto di vista economico. "La falesia infatti è immersa in una spettacolare olivaia. E per essere davvero un "parco dell'arrampicata" abbiamo voluto regolamentare i parcheggi, creando una serie di infrastrutture che consentano di lasciare la propria vettura nei paesini vicini al Muro, predisponendo segnaletica per guidare all'avvicinamento dai punti di parcheggio prescelti, raddoppiando i tavolini, le rastrelliere portabiciclette sotto la zona della falesia. Perché davvero chiunque frequenti la zona, dai climber alle famiglie, la viva come luogo di ricreazione". Anche per la parte tecnica è stato fatto un bel lavoro di verifica e messa a punto delle vie. Ne sono state rinnovate 85 e aperte altre 15, cercando di aggiungere anche degli spit se la chiodatura era troppo distante.


L'ultimo acquisto:
Il Colodri, 22 ettari di terreno e un'area d'arrampicata che ha fatto storia
Proprio recentemente è stato concretizzato l'acquisto dell'intero comparto ambientale dei Colodri da parte dell'amministrazione comunale: 22 ettari di terreno da nord a ovest. Ed è proprio in questo vasto appezzamento che è situato il Muro dei Colodri con la sua Parete Est battuta da climber di tutto il mondo. Questo acquisto chiude così il cerchio sui siti d'arrampicata in gestione e regolati dall'Amministrazione Comunale, indicati da Miori all'inizio del piano integrato di sviluppo. "Attualmente nel comparto dei Colodri quello che ci preme è di intervenire sui percorsi di accesso alla sommità del Monte Colodri, che è poi il punto di riferimento dell'intero comparto. Interverremo in tutte le aree più frequentate, ad esempio sulla ferratina di Prabi, il percorso attrezzato utilizzato da molti climber come sentiero di rientro dai Colodri, ma anche da molti turisti nei loro giri. Ora che la ferrata corre su un terreno di proprietà comunale ho chiesto alla Commissione Sentieri della SAT che venga catalogato tra i percorsi, assicurando così una costante opera di manutenzione. Poi svilupperemo il progetto Sentiero dei Lecci, avviato lo scorso anno con gli scout. Si tratta del sentiero che dalla Chiesetta di Laghel sale per lecceti fino alla sommità dei Colodri. Tocca diversi momenti naturalistici, dal botanico al geologico, e la nostra intenzione è di costruire un parco ambientale geologico.L'obiettivo è la rivalutazione completa dell'intero comparto che è molto vasto. Non
soltanto della falesia. Dunque ci muoveremo con gradualità.
Quello che va fatto nella parte est, dove non siamo proprietari del terreno che porta alla base della falesia è di individuare in collaborazione con i proprietari privati, due o tre percorsi di accesso, da dotare di segnalazioni e staccionare per metterli in sicurezza e tutelare il resto.
In corrispondenza della Rupe Secca in prossimità del monumento dei Legionari Cecoslovacchi ci stiamo già muovendo con l'acquisizione di una nuova parte di terra che ci consentirà di migliorare l'accesso sia alle vie che al percorso vita e costituirà uno dei portali di accesso al sistema Colodri. Poi doteremo di segnaletica e metteremo in sicurezza altri accessi: dalla Piscina Comunale e dal lato Casa del Bersaglio. Una volta identificati tutti i percorsi di accesso, dotati di apposita segnalazione e staccionati, tutto sarà fruibile rispettando proprietà e ambiente.
Per quanto riguarda i Colodri in termini di parete d'arrampicata,il confronto è aperto a 360°. Puntando alla diversificazione e al rispetto delle caratteristiche di salita delle vie aperte sulla parete Est. Ma è un discorso che va affrontato con tutti i climber e gli alpinisti.

Ma le novità non sono finite qui. C'è movimento anche per quanto riguarda le Placche di Baone, il Muro dell'Asino. Ancora Massone". Per maggiori dettagli consultare Piano generale delle Falesie


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