Il Palazzo Nuovo o Palazzo Giuliani-Marcabruni
Francesco, padre di Andrea e di Odorico da cui discenderanno i due grandi rami della famiglia d’Arco, fu il primo dei conti che fece realizzare un palazzo nel borgo: scelse la piazza, chiamando il palazzo "domus nova": Palazzo Nuovo.
Il documento più antico in cui si cita il palazzo è del 1462, mentre un altro del 1479 tratta una discussione tenuta sotto i portici della casa nuova di Francesco. I portici, che non sono gli attuali, erano quindi utilizzati come luogo di pubblico giudizio e di incontro; sotto le loro arcate erano letti ed affissi i bandi di interesse pubblico. Su uno spigolo del palazzo in epoca successiva alla divisione del 1512, venne collocato un cippo di confine tra le due parti in cui venne divisa la contea di Arco. La piazzetta, ora recintata, sul lato ovest del palazzo diventò la Piazzetta del Termine. Dopo Francesco ne furono proprietari Odorico e Geronimo d’Arco. Nel 1752 Giorgio d’Arco cedette l’edificio al dott. Saverio Marcabruni, che iniziò l’opera di ristrutturazione. Vennero realizzati i portici con la balconata soprastante e l’adattamento del piano terra per la realizzazione di negozi. In seguito divenne proprietà della famiglia Giuliani. Il palazzo presenta un ampio cortile interno lastricato con ciottoli di fiume, su cui si affacciano poggioli interni in pietra. Il portale in pietra sul lato sud, a fianco dei portici, reca la versione più antica dello stemma dei d’Arco: un solo arco, posto verticalmente.
Ora, per una donazione, il palazzo appartiene in parte anche al Comune che vi ha collocato l’archivio storico, dopo la ristrutturazione avvenuta tra il 1993 ed il 1996.
Bibliografia
R. Turrini – Guida per Arco – Comune di Arco, 1996