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Zecche: le misure di prevenzione

di Venerdì, 27 Aprile 2018
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L’arrivo del caldo ha favorito la diffusione delle zecche, parassiti la cui puntura può trasmettere alcune infezioni, tra le quali la malattia di Lyme e la Tbe. (leggi)

Per prevenire le punture di zecca è consigliabile, quando si frequentano luoghi a rischio, camminare sui sentieri cercando di evitare il contatto diretto con le piante e l’erba, vestirsi con abiti coprenti e di colore chiaro e indossare cappello e scarpe chiuse. È inoltre utile applicare sulla pelle scoperta prodotti repellenti per insetti a base di Deet (dietiltoluamide) e spruzzare sugli abiti composti a base di permetrina. Al termine dell’escursione è importante effettuare un attento esame visivo della propria pelle. Le eventuali zecche individuate devono essere prontamente rimosse perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata di permanenza del parassita sul corpo. Per rimuovere una zecca dalla cute si raccomanda di afferrarla con una pinzetta a punte sottili il più possibile vicino alla superficie della pelle, tirare delicatamente senza strappo fino al distacco, disinfettare la cute e bruciare la zecca o incollarla su nastro adesivo per renderla inoffensiva.

Si consiglia di osservare, per un periodo di circa un mese, la zona della puntura per individuare la comparsa di eventuali segni di infezione. Se appare un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, dolori alle articolazioni o altri disturbi, è importante rivolgersi al proprio medico.

La puntura di zecca non è dolorosa ma può trasmettere alcune infezioni.

Le principali malattie trasmesse dalle zecche sono la malattia di Lyme e la Tbe. La malattia di Lyme si manifesta, dopo un’incubazione che va da tre a trentadue giorni, con chiazze rossastre sulla pelle e, a volte, con febbre, malessere, mal di testa, dolori alle articolazioni e ai muscoli. Dopo un po’ di tempo, settimane o mesi, può causare disturbi più gravi alle articolazioni (artriti), al cuore e al sistema nervoso (meningiti). Contro questa malattia non è disponibile un vaccino ma, se presa in tempo, può guarire con una terapia antibiotica.

La Tbe, invece, è una malattia inizialmente simile all’influenza e può guarire senza problemi o, talvolta, evolvere in una forma più grave come la meningite o l’encefalite. In alcuni casi può anche lasciare danni permanenti al sistema nervoso. È disponibile un vaccino contro la Tbe in tre dosi. E’ raccomandato a chi svolge spesso attività all’aria aperta per motivi professionali o ludico-ricreativi. La vaccinazione viene eseguita gratuitamente, dal primo gennaio 2018, presso gli ambulatori vaccinali dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Il numero di casi di malattia di Lyme e Tbe negli ultimi anni in Trentino appare in aumento. Dal 2000 al 2017 i casi noti di malattia di Lyme sono 221, con una media annuale di di 12.2; negli ultimi 5 anni, la media annuale è salita a 22.2. I casi notificati di Tbe, invece, dal 2000 al 2017 sono 118, con una media annuale di 6.5. Negli ultimi cinque anni la media annuale dei casi è raddoppiata arrivando a 12.8. Nel 2017 si è registrato un picco di diciannove casi.

Fonte: Ufficio stampa della Provincia di Trento