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Parco «Nelson Mandela»: novità

Giovedì 10 gennaio l'Amministrazione comunale ha presentato alla stampa gli interventi di qualificazione del parco «Nelson Mandela» in località Braile, presenti il sindaco Alessandro Betta e parte della Giunta, per l'Area opere pubbliche la dirigente Biancamaria Simoncelli, per lo studio Lotti Green Project (autore del progetto) Pierluigi Lotti e Chiara Parisi. Presenti inoltre alcuni consiglieri comunali con il presidente Flavio Tamburini, alcuni membri del Comitato di partecipazione Arco Centro e alcune delle persone che hanno in affidamento gli orti pubblici.

In apertura il sindaco ha ricordato il valore della scelta fatta a suo tempo di destinare poco meno di tre ettari a verde urbano, modificando le precedenti previsioni urbanistiche (nella zona era prevista la realizzazione di due alberghi) e dando avvio a un grande iter di partecipazione al quale hanno preso parte in particolare i bambini delle scuole. L'assessora all'ambiente Silvia Girelli ha ricordato come nel nuovo parco si concentri un grande lavoro di rete e di sinergia tra associazione, comitati e gruppi di cittadini, con il coordinamento dell'associazione Andromeda e un programma di eventi, con in più 45 orti pubblici assegnati in gestione sia ad anziani sia a famiglie. Con la recente novità del book crossing, un punto di lettura realizzato in collaborazione con la biblioteca civica.

Il progetto è finalizzato alla qualificazione funzionale del parco con la revisione delle piante presenti. Di recentissima realizzazione, si tratta di un parco urbano che vuole avere come primo scopo la socialità e l’incontro. Il lavoro di progettazione è stato svolto dallo studio Lotti in collaborazione con la naturalista Chiara Parisi, che ha curato anche i rapporti con gli stakeholder. L’obiettivo del progetto è inserire un verde funzionale ed estetico che possa offrire al fruitore la possibilità di rilassarsi, svolgere attività fisica ma anche trarre beneficio psicofisico dall’armonia di forme, colori e profumi in cui si troverà immerso. Il parco dovrà essere in grado di rispondere a esigenze diverse in tutte le stagioni dell’anno, inserendosi comunque in modo armonico all’interno del contesto storico e paesaggistico. Le essenze vegetali sono state selezionate per assecondare l’indirizzo del parco, creando un’uniformità paesaggistica che valorizzi del luogo gli aspetti naturali (quali la conformazione orografica ad anfiteatro a nord), storici (il passato agricolo e quindi valorizzando le essenze presenti e il fossato) e architettonici (considerando che sul parco si affacciano edifici che rappresentano l’evoluzione architettonica dalla fine dell’800 a oggi). La priorità è stata quindi la cucitura di elementi moderni, quali sedute in cemento e tracciati in asfalto, con elementi legati al mondo agricolo del passato, quale l’inserimento di elementi vegetali utilizzati per la realizzazione di oggetti di uso quotidiano e per l’arricchimento della dieta.

La progettazione è stata realizzata coinvolgendo diversi portatori d’interesse, tra i quali le associazioni di volontariato per la didattica e gli orti sociali (associazioni Andromeda, Happening Park e Rotte Inverse); il comitato degli ortolani; le educatrici e la pedagogista dell’asilo nido Mille Colori; il gruppo insegnanti che ha aderito al corso “orti didattici”, mantenendo in ogni fase un continuo dialogo con l’Amministrazione. I suggerimenti e le esigenze emersi sono stati rielaborati e inseriti nel progetto, non prima di una serie di incontri di restituzione con le diverse associazioni per presentare il progetto e raccogliere le ultime osservazioni. Il progetto definitivo tiene in considerazione i suggerimenti e le indicazioni pervenute dall’Amministrazione comunale, confermando la linea progettuale di scelta tipologica delle essenze (preferenza di specie caducifoglie rispetto a sempreverdi) e coerenti con l’ambiente e la destinazione prevista.

Il progetto prevede la suddivisione del parco in settori tematici, ciascuno con un numero di riferimento a cui corrisponde una descrizione di funzione, di intervento e di manutenzione. La scelta delle essenze tiene conto non solo delle esigenze e delle aspettative emerse durante gli incontri di confronto, ma anche delle caratteristiche pedoclimatiche e architettoniche dello stato di fatto. Vista la vicinanza con l’ospedale pubblico e la scuola nido e la futura fruizione, si è limitato per quanto possibile l’utilizzo di specie allergeniche e tossiche, e quindi potenzialmente pericolose per i fruitori del parco stesso o delle strutture nelle immediate vicinanze. La scelta del numero di piante e della loro posizione vuole favorire gli spazi aperti e le vedute ampie, rispettando l’idea iniziale di un grande prato libero centrale, mantenendo il gradiente d’ombra da sud verso nord e favorendo nella scelta piante caducifoglie per garantire il soleggiamento nel periodo invernale.

Il progetto pone particolare attenzione ai seguenti aspetti:

solidità: il realizzato deve costare poco ma durare tanto, deve avere un legame stretto con la gente e con la città. Deve inoltre prevedere uno stretto rapporto tra qualità della vita e stato di salute del paesaggio, che dipende dalla qualità della relazione tra le componenti naturali e quelle artificiali;

tradizione: il recupero delle specie tradizionali serve per ricavare esperienze e ricreare legami tra generazioni, garantendo un’identità storica;

paesaggio: il giardino fa città e fa paesaggio, non è solo un posto piacevole dove stare ma diventa un contributo importante per la costruzione del paesaggio di cui tutti godono i benefici;

vegetazione: le piante e i fiori stimolano i sensi, imprimono il ritmo delle stagioni, educano al rispetto dell’ambiente ma vanno scelte con cura. Non tutte le piante offrono le stesse opportunità e dipendono da fattori climatici ed economici. Per la vicinanza a scuole e ospedali sono state evitate piante tossiche o velenose e limitato l’uso di piante allergeniche. Sono state scelte piante con fogliame aromatico o fiori profumati, il cui stimolo olfattivo possa essere sempre presente, contribuendo a generare rilassamento e benessere. Si sono privilegiate essenze caducifoglie pur non disdegnando l’inserimento di piante sempreverdi (ad esempio il leccio) per dare maggior vivacità stagionale al parco. Sono state privilegiate piante attrattive per insetti ed uccelli per aumentare la biodiversità e l’equilibrio naturale di parco e orti;

ecoterapia: l’uomo ha un bisogno biologico e fisiologico di relazionarsi con la natura, che influenza lo sviluppo emozionale, cognitivo, estetico e spirituale. Un luogo con elevata qualità estetica ed emozionale dello spazio può accelerare la riabilitazione fisica;

dimensione-bambino: l’intero parco è stato pensato con particolare attenzione alle esigenze di libertà motoria dei bambini, cercando di limitare al massimo piante e strutture pericolose, che sappia quindi ricreare la possibilità di gioco libero all’aria aperta in totale serenità. E’ stata pensata anche un’area gioco dedicata ai più piccoli, che sappia sostituire i giochi attrezzati di tipo industriale con esperienze più complesse e dinamiche, mai preordinate e prevedibili. Si includeranno tronchi e sassi su cui arrampicarsi, una capanna verde in cui socializzare e inventare nuove avventure, piccoli labirinti realizzati con arbusti fioriti e profumati dove giocare e osservare insetti, raccogliere rametti secchi. Sarà un campo giochi che si trasformerà da solo, stagione per stagione, in cui sperimentare anche il contatto diretto con la natura. Si ricorda che la progettazione viene fatta a parco finito, in cui sono stati già inseriti elementi di arredo e alcune piante, si è quindi cercato di inserire i nuovi impianti in modo che si armonizzassero con specie vegetali già presenti e con le strutture artificiali scelte in precedenza. La suddivisione del parco in settori facilita la realizzazione a fasi, in quanto si può prevedere di realizzare i diversi settori in base alla disponibilità economica, senza precludere la funzionalità e l’estetica del parco stesso.

Il progetto prevede la suddivisione del parco in sedici aree tematiche:

1. frutteto. L’area adibita al frutteto si situa in una porzione con leggera pendenza a tre gradoni artificiali e presenta una superficie tale da accogliere 19 alberi da frutto di diverse dimensioni, il numero permette alle piante di esprimersi nella loro pienezza, senza prevedere potature di contenimento o di produzione. Le distanze tra gli alberi sono mantenute a sei metri l’una dall’altra. Le specie scelte sono legate alla tradizione agricola locale, con varietà rustiche che non necessitano quindi di manutenzione o antiparassitari;

2. frutteto “dei frutti dimenticati”. Con questa porzione si vuole creare un’area di richiamo al frutteto ma che anticipi in parte la zona 3. Sono stati scelti alberi da frutto attualmente meno comuni, ma che sono stati abbondanti in passato e importanti integratori della dieta povera dell’economia contadina, anche grazie alla realizzazione di conserve e confetture. Quest’area può anche essere di stimolo alla promozione della biodiversità a tavola grazie anche a giornate dedicate ai frutti dimenticati e ai loro prodotti con il coinvolgimento di cooperative e vivai (sette piante);

3. labirinto siepe naturale. Area adibita agli arbusti locali con funzione estetica, ludica, educativa e di sostentamento alla fauna incrementando la biodiversità. Sono scelte varietà rustiche autoctone non tossiche ed eduli. Alternando caducifoglie a sempreverdi e le stagioni di fioritura e fruttificazione, si ha un effetto a sorpresa per ogni momento in cui la si visita, alimentando inoltre la fauna locale garantendo fiori, bacche e rifugio in ogni periodo dell’anno. Molte di queste essenze hanno avuto una funzione indispensabile nelle comunità agricolo-montane del centro nord Italia, dove venivano sfruttate per la raccolta di bacche, per la realizzazione di medicinali o di oggetti di uso quotidiano. Distanziate a circa 200 cm l’una dall’altra per apprezzare la forma di ciascun arbusto e per evitare troppa competizione nella crescita (anche considerata la mancanza di impianto irriguo e di concimazione) e una maggiore trasparenza visiva (43 piante);

4. area a gradoni. L’area contermine a queste strutture esistenti verrà mantenuta aperta senza ulteriori inserimenti vegetali;

5. area gioco per bambini. Si vuole dedicare l’intero settore al gioco dei bambini e ai loro accompagnatori approfittando anche della presenza del gruppetto di cachi già esistente (dieci esemplari), unica area che presenta ombra, al momento, nel parco (si deve considerare che per avere ombra nelle altre aree del parco bisogna rispettare i tempi della natura per la crescita degli alberi di nuovo impianto). Si prevede il posizionamento di due sedute circolari attorno ai tronchi di altrettanti piante di cachi che lascino uno spazio di rispetto a tutela del colletto e del tronco dell’albero di 50 cm tra la panca e il tronco. Queste hanno lo scopo di permettere a chi desidera di riposare all’ombra, magari rilassandosi ad osservare il gioco dei bambini che accompagnano. L’area prevede un percorso motorio-sensoriale con materiale naturale (pietre e ceppi) che permetta al bambino di sperimentare l’esplorazione e il proprio corpo attraverso oggetti semplici ma che sappiano stimolare la fantasia. Il percorso prevede una piccola capanna a pianta circolare realizzata con materiale vegetale vivente (salice). Quest’area prevede limitazione d’uso per fascia d’età ed esclusa al passeggio dei cani. Si può posizionare un cartello esplicativo che inviti i possessori dei cani a evitarne il passaggio. A sud dell’area gioco si inserisce una tamerice, pianta non tossica e priva di polline allergenico e di spine. Se lasciata a libero sviluppo crea, con i rami più bassi, dei rifugi naturali sotto i quali è favorito il gioco dei bambini;

6. olivero. I due settori più estremi del parco sono caratterizzati da olivi esistenti (otto individui in totale) con forte richiamo al paesaggio a olivaia presente su tutta l’area pedemontana che corona il parco. Proprio per creare continuità con l’ambiente agricolo attorno si vuole riproporre una vegetazione discontinua con coprisuolo ad aromatiche selvatiche. Ogni aiuola sarà piantumata a settori con diverse varietà di timo, menta, maggiorana, origano, camomilla, melissa. Soprattutto in estate il visitatore potrà godere dei profumi e dei colori di questi tappeti aromatici;

7. gavebo. Si prevede un gazebo realizzato con una struttura in legno semplice di sostegno e la copertura in pergolato di uva fragola che ombreggi alcune sedute a panchina. Altra opzione può essere la rosa banksia. Si immagina quest’area dedicata al momento del riposo e di scambio di idee e consigli per i proprietari degli orti. Un gazebo naturale che ombreggi un tavolo con panche può essere funzionale anche per accogliere famiglie e gruppi di lavoro. E’ presente un cedro (Cedrus libani/deodara) che presto padroneggerà sull’area circostante ombreggiandola, non si ritiene necessario né da un punto di vista estetico né funzionale aggiungere altre essenze;

8. chiosco – fontanella. A Sud del chiosco Braile, di recente realizzazione, è da arredare la grande area di terreno con piante tappezzanti a sviluppo omogeneo con prevalenza di aromatiche (lavanda, rosmarino, timo, ecc.). Per decorare e migliorare l’estetica della fontanella d’acqua potabile già presente, si prevede di predisporre alcune fioriere per il mascheramento della cassetta di distribuzione dell’energia elettrica e dei numerosi chiusini per la crescita di piante aromatiche quali menta e melissa. Sono piante rustiche e perenni che sopportano bene anche prolungati periodi di siccità. La melissa è anche consigliata per allontanare le zanzare;

9. siepe naturale. Questa fascia risulta essere di vitale importanza per migliorare sia esteticamente che funzionalmente la porzione di parco adibita ad orto. Una fascia di siepe naturale, cioè non soggetta a potature o a interventi di concimazione o irrigazione, e con la scelta di specie coadiuvanti la lotta biologica, si favorisce l’instaurarsi nelle immediate vicinanze di un orto, di tutta quella rete alimentare che permette un controllo efficace e gratuito delle parassitosi che attaccano gli ortaggi. Si avrà inoltre un incremento di biodiversità, valore fondamentale per il benessere fitosanitario e vegetativo di tutto il parco. Una siepe in questa posizione ha effetti positivi anche sul microclima degli orti e dell’area gioco, aumentando l’umidità e diminuendo l’effetto calura estiva. Le piante non devono subire tagli dei rami bassi lasciando lo sviluppo il più naturale possibile in modo che le fronde vadano a coprire lo spazio con una fitta chioma. Un ulteriore beneficio sarà dato dalla barriera fisica che questa siepe offrirà agli orti e ai loro fruitori da eventuali oggetti utilizzati per il gioco nell’area prato aperto (palloni, frisbee, ecc.), tra 50 e 60 piante di diverso sviluppo e dimensioni;

10. tracciato d’acqua. A Est è già presente un caco isolato e vi è un avvallamento in ricordo della presenza di un fosso per l’irrigazione. L’elemento si ritiene assolutamente valido e da valorizzare nel ricordo della presenza dei fossati a delimitare e servire di acqua a scorrimento i coltivi, si è fatta la scelta di contornare l’avvallamento con specie arboree legate all’ambiente d’acqua;

11. area pumptrack. Per la realizzazione di tale circuito è necessaria un’area pianeggiante ed aperta, ma che non risulti troppo centrale. Si è pensato di dedicare il settore n. 11 in quanto separato dall’area gioco dei bambini più piccoli e dall’area didattica dai due grandi settori a prato, e sufficientemente distante dall’asilo infantile. Si ipotizza (non fa parte dell’attuale progettazione ma dovrà essere autorizzata a parte) la realizzazione di una pumptrack di modeste dimensioni e realizzata con materiali possibilmente naturali dedicata al gioco in bicicletta di bambini e ragazzi di età inferiore ai 14 anni. E’ da valutare l’inserimento di una fascia di protezione della pista anche discontinua, che limiti il rischio che le bici possano essere interferenti per eventuali fruitori in passeggiata e viceversa. La barriera è prevista con vegetazione erbacea fiorita a bassa manutenzione, quali ciuffi di graminacee e cespugli di geofite da fiore ad alta crescita (es. topinambur). A seguito di un progetto definitivo di tale elemento strutturale si daranno indicazioni adeguate in merito alle specifiche essenze da inserire. In ogni caso si indica di non interessare con il percorso le piante di Prunus pissardii nigra presenti né invadere il terreno a prato a Ovest di queste;

12. giardino d’inverno. In questa area che si colloca molto vicina al chiosco si vuole ricreare un ambiente che sappia riempire l’aria di profumi che invochino i tempi passati quando Arco era celebre per le sue passeggiate invernali tra colori e profumi. Essenze profumate, alternate tra caducifoglie e sempreverdi accompagneranno le stagioni con i loro fiori piccoli ma straordinariamente profumati. Tra le specie scelte vi sarà anche un arancio amaro in quanto specie citata dal Dr. M. Kuntze nel suo volume “Arco nel Tirolo meridionale” proprio in riferimento al viale d’ingresso dell’allora Hotel Arco, edificio che a cavallo del ‘900 si affacciava su quest’area (22 piante);

13. collina. La collina può essere abbellita con macchie a rosmarino strisciante, salvie, issopo e lavande e arricchito da una semina di fiori selvatici quali papaveri e bulbi di tulipano e narciso sul lato sud. A nord si prevede l’inserimento di alcune macchie a lampone e rovo senza spine per valorizzare la ringhiera di protezione;

14. boschetto. Il boschetto richiede l’aggiunta di molte essenze in quanto rimane ancora molto spazio libero tra i diversi esemplari anche considerata la loro crescita lenta e la loro forma spesso arbustiva. Si prevede di utilizzare solo specie legate alla flora spontanea locale in ambiente xerofilo, selezionando le sole specie non tossiche ma che sappiano al contrario ravvivare il boschetto con i colori autunnali delle foglie e dei frutti. Saranno quindi indicati arbusti con interesse alimentare e per il sostentamento della biodiversità ed alcuni alberi ad alto fusto. Alcune delle specie scelte fungerebbero anche da collante tra la vegetazione del boschetto, e quindi del parco delle Braile, con quella di nuovo impianto presente sulla rampa che collegherà il parco a via Lomego. Tutte le specie risultano adatte al sostentamento della fauna selvatica quali api e altri importanti insetti pronubi e uccelli. Verranno piantumate anche alcune roverelle (Quercus pubescens), albero autoctono a lenta crescita ma con portamento pieno e maestoso, importante elemento sia dal punto di vista paesaggistico per creare movimento e altezza, ma anche culturale in quanto famoso per l’usanza passata di ricavarne dai frutti un surrogato del caffè. Le piante dovranno essere lasciate crescere senza interventi, si lasciano le foglie cadute con l’autunno per permettere alla pianta di apportare nutrimento al suolo, aumentare la biodiversità e rallentare la crescita delle infestanti;

15. angolo yoga e relax. Un angolo appartato e protetto dal via vai del parco da un basso anfiteatro verde costituito dal boschetto dell’area 14 e da una collinetta in terra inerbita, sembra essere il luogo ideale per dedicarsi ad attività quali lo yoga, la meditazione o semplicemente la lettura di un libro. Le essenze aromatiche, utilizzate anche in aromaterapia, contribuiscono a rilassare corpo e mente e a trovare la giusta atmosfera per il raccoglimento. Si realizzerà, quindi, una bassa siepe in lavanda, issopo, elicriso e rosmarino prostrato lungo la sommità della collinetta. L’area prosegue fino al confine nord-est del parco in cui verranno posizionati grandi alberi. Questo luogo, infatti, risulta molto importante come cuscinetto tra il parco e il cortile dell’asilo nido comunale “mille colori”. Si posizioneranno alcune piante ad alto fusto non tossiche in grado di mitigare la calura che caratterizza il giardino della struttura nel periodo di attività tra maggio e luglio. Saranno piante che sapranno allietare con profumi, forme e colori la vista dei bambini e regaleranno materiale vegetale interessante per i laboratori artistici e sensoriali delle educatrici. Nella logica di impostazione del progetto, anche in questo caso le piante prescelte sono di tipo caducifoglio per consentire un maggior irraggiamento solare nel periodo invernale. Queste piante dovranno essere lasciate a crescita libera fin dalla parte più bassa della chioma permettendo alla pianta di creare quelle forme e armonie che stimolano anche la creatività per il gioco del bambino;

16. prato aperto. Le due grandi aree centrali vengono lasciate a prato fiorito con sfalcio alternato in modo da garantire la presenza contemporanea di prato raso e di prato fiorito. La scelta di un prato fiorito è legato alla possibilità di utilizzare nel prato essenze rustiche locali, spesso ruderali, che ben si adattano ad ambienti aridi e a suolo magro. Si valorizza quindi l’aspetto decorativo dei fiori di campo dimezzando il numero degli sfalci da eseguire durante l’anno e aumentando la biodiversità di piante e animali presenti nel parco.

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Pagina pubblicata Venerdì, 11 Gennaio 2019 - Ultima modifica: Martedì, 29 Gennaio 2019
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