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Variante centri storici: approvata la prima adozione

di Venerdì, 03 Marzo 2017
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Dopo un complesso lavoro e un lungo cammino partecipativo, la Variante al Piano Regolatore Generale del Comune di Arco dedicata ai centri storici è stata approvata il 27 febbraio dalla Provincia nella sua prima adozione. Ora l'Amministrazione comunale ha tempo 120 giorni per valutare e integrare le osservazioni giunte sia dai vari Uffici della Provincia, sia dai privati cittadini, prima di ripresentare la Variante in Consiglio comunale per la seconda adozione. Cui farà seguito, entro 60 giorni, la definitiva approvazione da parte della Giunta provinciale. (leggi)

«Le osservazioni che ci sono arrivate sono circa 80 e riguardano circa 40 situazioni – ha spiegato l'assessore all'urbanistica Stefano Miori, nella tarda mattina di venerdì 3 marzo, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche il sindaco Alessandro Betta, la dirigente dell'Area tecnica comunale, l'arch. Biancamaria Simoncelli, e il tecnico incaricato della stesura, l'arch. Marco Piccolroaz – il che significa, su circa 2.400 schede, circa il 3 per cento. Un dato che ci conforta circa il buon lavoro fatto, che evidentemente è stato ritenuto equilibrato. Necessariamente abbiamo tenuto conto del quadro normativo vigente, in particolare delle intervenute modificazioni alla legge urbanistica provinciale, che sono state pensate per incrementare le possibilità di intervento nei centri storici, così da poter riutilizzare in misura maggiore gli edifici e da limitare il consumo di territorio per nuove costruzioni. Si tratta di un orientamento politico che riteniamo condivisibile, ma lo abbiamo interpretato in modo prudente e tendenzialmente restrittivo, in modo da contemperarlo all'obiettivo della salvaguardia del patrimonio storico architettonico dei nostri centri storici, che rimane una priorità».

Circa le polemiche lette in questi mesi sulla stampa, in particolare riguardo ai timori legati all'aumentata possibilità di demolire e ricostruire gli edifici privi di valore storico architettonico, ha fatto notare l'assessore che rispetto a questi casi, quelli di edifici che rispetto a prima risultano maggiormente tutelati sono circa il doppio.

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Il sindaco Alessandro Betta (al centro) con l'assessore Stefano Miori (a destra) e l'arch. Marco Piccolroaz.

«Da una parte ci sono pochi ambientalisti che gridano – ha detto il sindaco Alessandro Betta – e dall'altra molti cittadini che chiedono di poter migliorare le proprie condizioni abitative. Noi abbiamo ben presenti entrambe le sensibilità, perché entrambe ci appartengono ed entrambe sono rilevanti, ma nel momento in cui passiamo dai principi e iniziamo ad affrontare la materia viva della regolamentazione, dobbiamo necessariamente scegliere, ovvero fare delle mediazioni. Il lavoro fatto è serio e rigoroso, affronta con la dovuta attenzione un tema complesso. Alla fine disporremo di una fotografia della situazione attuale e di una Variante che disegna il futuro, e chi urla, fa polemiche e prevede sfracelli è nell'ambito delle farloccate».

«Si tratta di un lavoro molto complesso – ha detto l'arch. Marco Piccolroaz – che ha comportato la raccolta di una mole di dati, il tutto complicato dal fatto che in corso d'opera è cambiata la legge urbanistica provinciale. La quale dà una indicazione generale: incentivare l'utilizzo degli edifici del centro storico per limitare il consumo di suolo. Noi questo principio lo abbiamo declinato edificio per edificio, valutando attentamente il valore storico architettonico. Un'altra indicazione riguarda i casi di ricostruzione, per i quali c'è l'invito a valutare il ricorso a tipologie moderne. Si ritiene cioè, secondo noi in modo condivisibile, che ricostruire secondo uno stile del passato, più facilmente crei danni, visto che si tratterebbe di un falso. E comunque si tratta di una indicazione: lo stile contemporaneo non è un dogma ma un'opzione caldeggiata. Infine, faccio presente che noi ci troviamo nella situazione di avere da una parte i residenti che ci chiedono ampliamenti, dall'altra gli ambientalisti che vorrebbero cristallizzare la situazione attuale. A noi spetta di fare sintesi in modo coerente e compatibile, riferendoci all'apparato normativo provinciale».

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