Menu principale

Ti trovi in:

Home » Comune » Comunicazione » Notizie » Lunedì Cinema: al via la settima edizione

Menu di navigazione

Comune

Lunedì Cinema: al via la settima edizione

di Giovedì, 05 Ottobre 2017
Immagine decorativa

«La belle époque e il cinema di Max Ophüls», «Jerry Lewis, un genio iconoclasta», «Entra la corte... il dramma giudiziario americano», «Cinema e architettura» e «Il cinema è donna: grandi registe per grandi film». Sono i temi affrontati dalla settima edizione di «Lunedì Cinema», il cineforum organizzato dai Comuni di Arco e Riva del Garda per la cura del centro culturale «La Firma» in collaborazione con la Federazione Italiana Cineforum. (leggi)

Dal 23 ottobre al 26 marzo, alternativamente ad Arco (a palazzo dei Panni) e a Riva del Garda (all'auditorium del Conservatorio) saranno proposti al pubblico 19 pellicole per cinque cicli tematici. L'ingresso avviene con tessera FIC sottoscrivibile la sera della proiezione, al costo (invariato) di 12 euro (5 euro per gli studenti fino ai 25 anni d'età), valida per l’intera stagione. Le proiezioni iniziano alle ore 21. Con un'anteprima: due proiezioni in biblioteca, gratuite, il 9 e il 16 ottobre, di film scelti dal pubblico.

Un cineforum pensato come occasione di confronto per una lettura più approfondita di un film, di un regista o di un genere cinematografico, ma soprattutto per incontrarsi, parlare di cinema e scambiare opinioni. Il calendario è stato selezionato per sorprendere e incuriosire un pubblico ampio: infatti, come tradizione, sono proposti cicli diversi, caratterizzati da temi specifici, che consentiranno di approfondire la conoscenza del cinema, delle sue espressioni e della sua storia. Ogni proiezione è preceduta da un'introduzione di Ludovico Maillet.

Dall'anno scorso il cineforum è preceduto da una breve anteprima in biblioteca a Riva del Garda. Della quale quest'anno i film proiettati, due, sono stati scelti dal pubblico, che hanno partecipato al concorso «Vota il romanzo che vuoi sullo schermo», indicando il romanzo preferito in una rosa di trenta, tutti di autrici donne (le votazioni si sono concluse il 20 settembre). E ora le trasposizioni cinematografiche dei due romanzi vincitori saranno proiettate nella sala conferenze della biblioteca. Si tratta di «Suite francese» e di «L'opera al nero». Il primo è stato concepito da Irène Némirovsky quale poema sinfonico in cinque «movimenti». Nel luglio del 1942, dopo aver appena completato le prime due parti, fu arrestata e deportata come ebrea, prima a Pithiviers e poi ad Auschwitz, dove morì il 19 agosto dello stesso anno. L'opera fu pubblicata postuma in Francia nel 2004, a più di sessant'anni dalla stesura e dalla morte dell'autrice. Il film omonimo (Regno Unito, Francia e Canada, 2015) è interpretato da Michelle Williams, Kristin Scott Thomas, Matthias Schoenaerts, Sam Riley, Ruth Wilson. La durata è di un'ora e 47 minuti, proiezione lunedì 9 ottobre alle 21. Il secondo classificato, «L'opera al nero», è un romanzo storico di Marguerite Yourcenar del 1968, le cui vicende ruotano attorno alla figura di Zenone, un filosofo, scienziato e alchimista che l'autrice immagina essere nato in Belgio nel sedicesimo secolo. Dal libro è stato tratto il film omonimo (Belgio e Francia, 1988) con Gian Maria Volonté nel ruolo di Zenone, e con Barbara Frey e Anna Karina, diretto da André Delvaux e presentato in concorso al 41º Festival di Cannes. La durata è di un'ora e 40 minuti; proiezione lunedì 16 ottobre alle 21.

Il cineforum inizia a Riva del Garda con il ciclo tematico «La belle époque e il cinema di Max Ophüls», che del regista tedesco propone «Lettera da una sconosciuta» (il 23 ottobre), «La Ronde - Il piacere e l’amore» (30 ottobre), «Il piacere» (6 novembre) e «I gioielli di Madame de...» (13 novembre).

Il secondo ciclo tematico, ad Arco, propone tre pellicole ispirate al tema «Jerry Lewis, un genio iconoclasta»: «Artisti e modelle» di Frank Tashlin (il 20 novembre), «Le folli notti del dottor Jerryll» di Jerry Lewis (27 novembre) e «Re per una notte» di Martin Scorsese (4 dicembre).

«Entra la corte... il dramma giudiziario americano» è il terzo ciclo tematico, con proiezioni a Riva del Garda: «Il buio oltre la siepe» di Robert Mulligan (l'8 gennaio), «La parola ai giurati» di Sidney Lumet (il 15 gennaio), «Anatomia di un omicidio» di Otto Preminger (il 22 gennaio) e «Music Box» di Costa-Gavras (il 29 gennaio, evento speciale per la Giornata della Memoria).

Per il quarto ciclo tematico, «Cinema e architettura», ci si sposta nuovamente ad Arco per vedere «La fonte meravigliosa» di King Vidor (il 5 febbraio), «Gattaca - La porta dell’universo» di Andrew Niccol (12 febbraio), «Twilight» di Robert Benton (19 febbraio) e «La notte» di Michelangelo Antonioni (26 febbraio).

L'ultimo ciclo tematico, «Il cinema è donna: grandi registe per grandi film», propone a Riva del Garda «Lezioni di piano» di Jane Campion (il 5 marzo), «The hurt locker» di Kathryn Bigelow (12 marzo), «Senza tetto né legge» di Agnès Varda (19 marzo) e «Monsoon wedding» di Mira Nair (26 marzo).

«Ho visto crescere questa piccola creatura in questi anni con molta soddisfazione – dice il curatore Ludovico Maillet – perché quando abbiamo iniziato nessuno, eccetto alcune istituzioni illuminate, era disposto a scommettere sui “vecchi” film. Il cinema doveva essere consumato velocemente e in qualsiasi condizione. Nel corso dell'ultimo lustro si è affermato un nuovo tipo di consapevolezza che ha portato tutti noi a capire che non esistono a priori “vecchi” film. Esistono film che ci parlano ancora, magari da un passato lontano, e che sanno sempre emozionarci, e film datati, magari di pochi anni fa, ma asettici e sterili».

«Come lo scorso anno inizieremo con due anteprime – dice Maillet – nate in collaborazione con la biblioteca civica di Riva del Garda. Quest'estate abbiamo coinvolto il pubblico della biblioteca nella scelta di due film tratti da romanzi famosi, convinti che non sempre sia valido il luogo comune “il libro è meglio del film”. Bisogna andare a vedere (bene) e ficcarci il naso, senza pregiudizi ma nella convinzione che cinema e letteratura, anche se spesso si influenzano a vicenda, sono due arti con due linguaggi molto diversi e indipendenti. Abbiamo scelto di limitare la nostra rosa di proposte a libri scritti da autrici donne in parallelo-contrappunto all'ultimo ciclo di film di quest'anno dedicato alle grandi donne registe del nostro tempo. Inizieremo il cineforum vero e proprio con un ciclo di film dedicato a Max Ophuls, immenso regista mai abbastanza ricordato. Ammirato da colleghi del calibro di Stanley Kubrick, Ophuls è nato e cresciuto in quel importante crogiolo che è stata la cultura mitteleuropea della Finis Austriae alla fine della Prima guerra mondiale. Apolide per eccellenza, dopo aver diretto film in Austria, Germania, Francia, Paesi Bassi e Stati Uniti tornò in Francia a concludere la sua carriera con quattro capolavori della Settima Arte di cui tre faranno parte del nostro ciclo. Continueremo ad Arco con tre esempi dell'arte di Jerry Lewis a pochi mesi dalla sua scomparsa. Probabilmente il più grande comico della seconda metà del Novecento Jerry Lewis esordì in coppia con Dean Martin con il quale recitò in 16 film: vi mostreremo uno dei più belli della coppia “Artisti e modelle” del 1955 con la regia di Frank Tashlin. Continueremo con quello unanimamente considerato il suo capolavoro registico “Le folli notti del dottor Jerryll” per finire con una splendida interpretazione “seria” nel film di Martin Scorsese “Re per una notte”. Affronteremo poi un genere molto importante nella cinematografia americana, il “courtdrama”, ovvero il film di processo, in cui l'America si specchia e a volte mette in discussione i suoi meccanismi giudiziari. All'interno di questo ciclo proietteremo anche “Music Box” in occasione della Giornata della Memoria 2018. Dedicheremo poi un intero ciclo ai rapporti, sempre affascinanti e intensi, tra cinema e architettura, soffermandoci su come importanti edifici siano stati utilizzati e valorizzati dal mezzo cinematografico. Tutti questi film saranno preceduti dalla biografia di una architetto, “La fonte meravigliosa”, dietro al quale non è difficile riconoscere i tratti di Frank Lloyd Wright. Chiuderemo infine con un ciclo che ci è sembrato bello intitolare “Il cinema è donna”: molte sono negli ultimi anni le donne che si avventurano in questo mestiere ritenuto prettamente maschile ed alcune di loro sono arrivate a vincere i massimi riconoscimenti dati ai film: Palma d'Oro, Leone d'Oro e Oscar. Ci è sembrato importante dare visibilità ad un cinema femminile in piena ascesa (si pensi ai recenti successi di Sofia Coppola). Nella convinzione che, come pensava e intitolava il nostro compianto Marco Ferreri, “Il futuro è donna”».