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Le istituzioni dell’agonia: ergastolo e pena di morte

di Lunedì, 04 Dicembre 2017
Immagine decorativa

L'ergastolo non è né la forma lunga di una pena temporale, dal momento che non ha un fine, né come un'alternativa alla pena di morte: l'ergastolo è una pena di morte. Mercoledì 6 dicembre in biblioteca ad Arco si tiene l'incontro-dibattito con Nicola Valentino, che presenta il suo ultimo libro «Le istituzioni dell’agonia: ergastolo e pena di morte» (Sensibili alle foglie, 2017). Inizio alle 20.30, ingresso libero. (leggi)

Attualmente in Italia sono condannate «fino a morte del reo» oltre 1.677 persone; di queste, più di un centinaio ha chiesto di trasformare la condanna all'ergastolo in morte assistita. Una presenza luttuosa per la società, o meglio, per quelle porzioni di società che non desiderano, non vogliono, che una persona possa essere condannata fino alla morte. Vestire il lutto per l’esistenza di una morte sociale da pena capitale può costituire un modo per rendere palese ciò che viene celato istituzionalmente, oppure culturalmente giustificato attraverso la mostrificazione dei condannati.

Questo libro sollecita anche uno spostamento lessicale rispetto all’uso di parole che celano la crudezza della condizione. Solo l’abolizione dell’ergastolo e l’attestarsi del sistema penale sulle pene temporali che già esistono, può rimettere in gioco parole abusate nella narrativa sull’ergastolo come il termine speranza. La sua simbologia può avere un valore e un senso solo se è scritta in sentenza una data di fine pena.

L'autore, Nicola Valentino, condannato all'ergastolo, è uscito in libertà condizionale «per concessione, non per diritto» dopo circa 28 anni di carcere. Al tema dell'ergastolo ha dedicato quattro libri, tutti editi dalla cooperativa «Sensibili alle foglie».

http://biblioteca.comune.arco.tn.it/

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