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Caritas: il bilancio del 2018

Nella serata di martedì 5 febbraio l'Amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Alessandro Betta, dell'assessora alle politiche della socialità Silvia Girelli, dell'assessore alla cultura Stefano Miori e del presidente del Consiglio comunale Flavio Tamburini, ha ospitato la Caritas decanale in municipio, a presentare alla stampa un resoconto dell'attività svolta nell'anno da poco concluso, presenti il coordinatore Romano Turrini, Claudio Cortese, Franca Chiara Floris, Giuseppe Parisi e Italo Santuliana.

«Il Consiglio comunale ha appena approvato il Bilancio di previsione -ha spiegato il sindaco- del quale una parte è costituita dalla spesa per il mondo del sociale: un ampio spettro di interventi di cui si trova anche il contributo che riconosciamo alla nostra Caritas. Siamo in tempi difficili, le persone in difficoltà sono tante, e ogni anno ci troviamo con Caritas a confrontarci su come affrontarle al meglio. Sappiamo, per averlo verificato in questi anni, come Caritas lavori in modo scrupoloso e attento, con dedizione ed esperienza, e ci è sembrato doveroso illustrare più nel dettaglio alla cittadinanza la loro attività».

«Il Comune è dal 2012 che riconosce a Caritas un contributo -ha detto l'assessora Girelli- che quest'anno è di 20 mila euro. Caritas svolge un ruolo di grandissima importanza perché è il soggetto che si trova concretamente sul territorio, in contatto diretto e continuativo con le persone e le famiglie in difficoltà. Un alleato prezioso nelle attività di sostegno a una parte della cittadinanza più fragile».

La Caritas è l'organismo pastorale della Cei (Conferenza Episcopale Italiana, l'unione permanente dei vescovi cattolici in Italia) per la promozione della carità. Ha lo scopo di promuovere «la testimonianza della carità nella comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell'uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica». Fondata nel 1971 per volere di papa Paolo VI, ha prevalente funzione pedagogica, cioè tende a far crescere nelle persone, nelle famiglie, nelle comunità, il senso cristiano di solidarietà.

La Caritas decanale di Arco, fondata nel 1984, è la più importante dell'Alto Garda. Dispone di un Centro di ascolto e solidarietà (CedAS), che si trova in piazza delle Canoniche ad Arco ed è aperto dal lunedì al venerdì, e di Punti di ascolto nelle parrocchie di Chiarano, Bolognano, Massone e Dro. Ospita inoltre un servizio di ascolto completamente gratuito, attuato in collaborazione con il Centro Famiglia diocesano, per quanti vivono problemi di relazione, nella coppia, con i figli o con le famiglie d'origine, attivato presso il CedAS il primo e il terzo venerdì del mese. Gestisce anche un magazzino in via della Cinta (edificio «ex macello», messo a disposizione dal Comune di Arco), che utilizza per i mobili che riceve in dono e che poi affida a chi ne ha bisogno.

«Il cuore della nostra attività e il Centro di ascolto e solidarietà -ha detto il coordinatore Romano Turrini- la cui priorità è ascoltare le persone. Un'attività intensa, spesso ci sono le code, la prima cosa è parlare e capire bene quali sono i problemi. I più diffusi sono le bollette arretrate, a volte anche solo 25 o 30 euro per l'energia elettrica, ma la situazione è questa, molti non hanno i soldi per pagarle. Però ci sono anche situazioni pesanti, morosità che si trascinano da anni e che hanno causato ad esempio il blocco amministrativo dell'auto, causando ulteriori difficoltà. Un appello che facciamo a chi ha bisogno è di attivarsi subito, se si aspetta succede che si attivano le procedure amministrative e dopo è tutto più complicato e costoso».

«Un sostegno importante consiste nell'aiutare le persone ad affrontare la procedure burocratiche -ha spiegato Carlo Cortese- ma anche semplicemente a capire a chi rivolgersi. Noi abbiamo da anni un canale privilegiato con Gestel, Dolomiti Energia e Ags che ci permette di sanare situazioni altrimenti complesse, con una ottima collaborazione. Ci occupiamo anche della auto-gestione del budget familiare, con incontri a tre assieme ai servizi sociali, perché le persone in difficoltà spesso non sono in grado di occuparsene in modo soddisfacente. Questo lo facciamo in un percorso di crescita dell’autonomia, cercando cioè di far imparare alle persone a fare da sole».

La Caritas ha riassunto in una tabella i dati che illustrano l’attività del 2018: il totale degli interventi è 365, per 150 famiglie seguite (per il 60 per cento italiane) che corrispondono a circa 600 persone. Il numero degli accessi al Centro di ascolto è di circa 2000 (circa 200 le aperture, per una media di una decina di persone accolte ogni volta). La somma totale elargita è di 55.360 euro circa, così composta (le cifre sono approssimate): 7810 euro per bollette, 7.293 per tasse comunali, 5.673 per buoni mensa, 3.272 per affitti, 1.354 per pannolini e latte in polvere, 1.286 per sanità, 657 per telefono, 1.025 per contributo a viaggi e spostamenti, 2.382 per spedizioni di pacchi alimentari, 224 per gas, 6.210 per anticipi (ad esempio la capparra per l’affitto), 15.146 per esigenze straordinarie (cioè casi di morosità rilevanti e sanzioni) e 171 per spese bancarie. La somma raccolta dal contributo richiesto alle persone assistite è di 2.858 euro. I pacchi alimentari (circa 13 kg di alimentari e generi di prima necessità) distribuiti nel 2018 sono stati 731, di cui 475 ad Arco, 45 a Bolognano e 211 a Dro. Le consegne del magazzino mobili 324, le borse di vestiario 140. Le entrate vengono dal Comune di Arco per 20 mila euro, dalla donazione dei cittadini per 23.314 euro, e dalla Cassa Rurale che con un apposito fondo destina agli interventi più impegnativi e urgenti cifre concordate mensilmente in un apposito tavolo con Comunità di Valle e frati cappuccini, il cui importo complessivo nel 2018 è stato attorno a 10 mila euro.

«Una delle attività che ci impegnano è bloccare gli sfratti di Itea -ha detto Italo Santuliana- che a volte non sono causati dalle rate dell’affitto ma dalle spese condominiali. Ma al Centro di ascolto una cosa che spesso facciamo è ascoltare: molte volte le persone vivono situazioni pesante e non sanno a chi rivolgersi, e anche solo parlare, raccontare, condividere, sfogarsi è di grande aiuto».

«Il martedì è il giorno che riserviamo alle famiglie con bambini -ha detto Franca Chiara Floris- e ale difficoltà di relazione. Uno dei problemi più delicati e difficili è la violenza sulle donne, per la quale non disponiamo di strumenti adeguati. Quello che servirebbe è la possibilità di offrire immediatamente un posto protetto alle donne che sono state picchiate, ma ad Arco e nell’Alto Garda non è possibile».

Giuseppe Parisi ha rimarcato come una delle finalità dell’attività di Caritas sia stimolare la solidarietà di tutti, diretta, quotidiana, di vicinato, che spesso può fare molto, specie per le situazioni di solitudine.

Romano Turrini ha segnalato un problema, quello dell’accoglienza di emergenza e di breve durata, per il quale sarebbero necessari alcuni appartamenti. A questo proposito ha fatto notare che Itea dispone di parecchi appartamenti sfitti in quanto bisognosi di manutenzione, e che si potrebbe studiare il modo per trovare dei contributi con cui risanarli, così da ottenere da Itea la loro disponibilità.

L'assessora Girelli ha ricordato come il Comune di Arco sia impegnato in modo consistente in tema di sostegno all'occupazione con Intervento 18, Intervento 19 e altri progetti, con alcune novità per il 2019.

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Pagina pubblicata Mercoledì, 06 Febbraio 2019
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