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Il Consiglio comunale per la pace

di Mercoledì, 14 Novembre 2018
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In attuazione della proposta del Coordinamento dei presidenti dei Consigli comunali della Provincia autonoma di Trento «Consigli per la pace», voluta per ricordare il 100° anniversario dell’armistizio di Compiègne -località dove l'11 novembre 1918 l'impero tedesco e le potenze alleate sottoscrissero l’atto formale della fine dei combattimenti- si è tenuto sabato 10 novembre al parco della Pace in via Donatori del Sangue un «Momento di riflessione e di elaborazione dei temi legati alla pace e alla convivenza civile nel centenario dalla conclusione della Grande guerra che tanto ha scosso le sorti del popolo Trentino». (leggi)

Dopo l'inizio con la musica di Franco Formasari e Davide Sesta, l'intervento del presidente del Consiglio comunale Flavio Tamburini: «Questo momento di elaborazione sul tema della pace -ha detto- muove dalla volontà di portare l’attenzione sulla voglia di pace che oggi come ieri pervade i cuori delle persone comuni, e sulla necessità di gestire i conflitti, in un momento storico in cui ogni diversità sfocia velocemente nel contrasto e nella contrapposizione. Siamo di fronte alla necessità di recuperare e rielaborare il tema della pace declinandolo in forme concrete, realizzabili, implementabili nei processi educativi. Quello che serve è la discussione, il dibattito, la negoziazione, il confronto. D’altra parte c’è un secondo ordine di motivazioni: la data dell’11 novembre, considerata storicamente la fine della guerra, pone il tema della pace in un contesto europeo».

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Dopo aver ricordato l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per il centenario della fine della Grande guerra e Giorno dell’Unità nazionale e delle forze armate, riportandone alcuni stralci, il presidente Tamburini ha concluso dicendo che «le tante narrazioni di chi visse la guerra ci ricordano come il desiderio di pace da subito fu nelle menti e nei cuori di chi fu investito dalla guerra: fin dai primi avvenimenti le persone capirono che gli veniva sottratto un bene prezioso, cioè la pace».

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A seguire hanno preso la parola il sindaco Alessandro Betta e lo storico Romano Turrini, quest'ultimo per un inquadramento storico dal titolo «Memorie di famiglia: la guerra vissuta dai cittadini, la memoria dei profughi, la voglia di pace della gente comune, il ruolo delle donne», nel quale ha parlato anche della propria famiglia, del nonno richiamato nei Kaiserjäger, mandato in Galizia, fatto prigioniero dai russi e spedito in Siberia, e della nonna che nel maggio del 1915 è costretta a chiudere casa, e partire con quattro figli alla volta della Moravia.

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«Vorrei finire con due raccomandazioni -ha concluso il prof. Turrini- una ai giovani e una agli anziani: ai giovani dico studiate la storia, studiatela bene perché è maestra di vita, accorgetevi di quello che sta accadendo intorno a voi, non ripetete gli errori che qualcuno qualche decennio fa ha compiuto. Agli anziani dico raccontate quanti sacrifici avete fatto nella vostra infanzia e gioventù, raccontate quanto è bella, importante, fruttuosa la pace».

La celebrazione si è conclusa con l'intervento dell'assessore alla cultura Stefano Miori su «Il Comune di Arco e l’impegno per la pace», prima di un momento di silenzio.

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