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Il Giorno delle vittime e dei caduti trentini

di Venerdì, 12 Ottobre 2018
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Il Comune di Arco aderisce al Giorno delle vittime e dei caduti trentini, che cade d'ora in poi il 14 ottobre di ogni anno ed è stato istituito recentemente dalla Provincia autonoma di Trento, con una iniziativa didattica che si svolge martedì 23 ottobre a Palazzo dei Panni e che coinvolge le classi delle scuole medie di Prabi sul tema dei deportati e dei profughi, organizzata dal Comune assieme all'Istituto Comprensivo. (leggi)

Allo scoppio della prima guerra mondiale il Trentino faceva parte dell'Impero austro-ungarico e confinava con il Regno d'Italia. Nell'estate del 1914 migliaia di trentini furono richiamati alle armi e inviati sul fronte orientale, in Galizia (territorio oggi diviso fra Polonia e Ucraina), per combattere contro l'esercito russo. Nel corso della Grande Guerra furono 60 mila i trentini arruolati, dei quali circa 12 mila non tornarono. Un anno dopo, nel maggio del 1915, la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria portò il conflitto nelle case dei trentini. Con l'apertura del fronte meridionale le zone di confine furono evacuate, con oltre centomila profughi sfollati, la maggioranza nell'entroterra dell'Impero austro-ungarico, principalmente nei campi di Braunau e Mitterndorf e nei Paesi della Boemia e della Moravia, mentre altri furono evacuati dall'esercito italiano nel Regno d’Italia.

La data scelta, il 14 ottobre, ricorda entrambi questi aspetti: nell'autunno del 1914 ci furono scontri sanguinosi sul fiume San, in Galizia, nel corso dei quali morirono molti soldati trentini, di contro nel novembre del 1915 entrarono i primi trentini nella “città di legno” di Braunau, il baraccamento destinato ai profughi evacuati allo scoppio della guerra con l’Italia.

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