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Il 5 per mille ai Comuni per i lavori socialmente utili

di Mercoledì, 02 Maggio 2018
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Il 5 per mille devoluto al proprio Comune sarà destinato ai lavori socialmente utili, il che significa un territorio più curato e più servizi per il cittadino, un impiego per molte persone che non ce l'hanno e un sostegno ai disoccupati. Si ricorda che devolvere il 5 per mille non ha per il contribuente alcun costo. (leggi)

La possibilità è prevista da un accordo di collaborazione siglato nel 2016 tra la Provincia autonoma di Trento e il Consorzio dei Comuni trentini. Va da sé che come destinare il cinque per mille dei propri redditi è una scelta libera, tuttavia le risorse che non vengono destinate sono ingenti, e tra le scelte che si possono fare ci sono anche i Comuni di residenza. Ogni contribuente può quindi, senza pagare di più, scegliere se destinare il 5 per mille del proprio reddito dichiarato ad associazioni sportive dilettantistiche, ricerca sanitaria, università e centri di ricerca, onlus e volontariato, oppure al Comune di residenza.

In questi anni la Provincia autonoma dl Trento si e impegnata in maniera importante a sostenere, tramite l'Agenzia del Lavoro e il Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale («Progettone»), l'inserimento lavorativo di cittadini svantaggiati o in difficoltà occupazionale. Si tratta di un forte impegno finanziario, che nel 2017 è stato di oltre 62 milioni di euro, tra Intervento 19, Intervento 20 e «Progettone». Anche i Comuni e le Comunità di Valle, con ulteriori stanziamenti hanno contribuito in modo rilevante alle iniziative.

Grazie ai lavori socialmente utili, infatti, oltre quattromila persone hanno trovato un'occupazione e un importante sostegno al proprio reddito. Non solo, grazie al contributo di queste persone, sono stati possibili diversi servizi per la collettività, che vanno dal ripristino ambientale alla cura del verde pubblico, fino all'importante opera di assistenza nelle case di riposo. A questo va aggiunto il progetto proposto e finanziato dal Bim dell’Adige nel corso del 2017, che ha coinvolto ben 350 lavoratori disoccupati per un impegno di spesa di circa 4,5 milioni di euro. Un progetto importante che sarà riproposto anche quest’anno.

L'obiettivo è quello di recuperare e utilizzare sul territorio una quota significativa dei 4,7 milioni di euro che rimangono non optati da parte dei contribuenti residenti in Provincia di Trento; dei quali circa due terzi non ha, infatti, ancora esercitato l'opzione e, allo stato attualo, i Comuni, beneficiano solo di una minima parte delle risorse derivanti dalle scelte dei cittadini.

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