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Monitoraggio qualità dell'aria

di Mercoledì, 28 Maggio 2014

Valutazione delle misure in relazione agli indici di inquinamento e considerazioni finali

Esaminato nel dettaglio il comportamento dei singoli inquinanti, risulta più comprensibile la valutazione delle misure utilizzando l’indice di inquinamento, quell’ indice cioè che, calcolato con determinati criteri, per mette di avere un’informazione sintetica ed immediata sui livelli di inquinamento.

Nella prossima figura è riassunta la situazione valutando globalmente le singole posizioni e periodi di misura in relazione all’indice massimo e medio complessivo (calcolato utilizzando tutti gli inquinanti) e l’indice massimo e medio calcolato utilizzando i dati dei soli inquinanti primari ed escludendo quindi l’ozono.
Questa distinzione è necessaria per valutare correttamente l’effettiva emissione locale e non anche la presenza di ozono la cui origine, abbiamo visto, non dipende, se non in misura indiretta, dai soli inquinanti localmente prodotti.

Indice massimo

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La valutazione dell ’indice massimo delle singole posizioni di misura evidenzia come, in tutti i casi, questi sia sempre stato determinato dall'inquinante secondario ozono. In particolare l'indice è stato superiore a 100 in tutte le campagne tranne in quella di via S.Caterina, campagna peraltro eff ettuata in un periodo ancora poco favorevole alla formazione di ozono (nemmeno in via S. Pietro, in quel periodo, è stata superata la soglia).

Da rilevare inoltre come il valore degli indici massimi in tutte le singole posizioni si a sostanzialmente analogo a quello di via S. Pietro malgrado evidenti differenze nella situazione di contorno; l’ozono è infatti inquinante secondario e tende normalmente a distribuirsi sul territorio in maniera uniforme.

Indice massimo escluso l’ozono

La situazione appare molto diversa, e decisamente migliore (si ricorda che minore è l’indice di inquinamento e migliore è la qualità dell'aria), se dal calcolo dell’ indice si esclude l’ozono limitando quindi l’analisi ai soli inquinanti pri mari emessi in loco.
In questo caso l’indice è sostanzial mente più che di mezzato con molti valori inferiori a 50 ( meno della metà rispetto alle soglie di attenzione) e pieno rispetto dei limiti normativi. Non considerando i dati relativi all’ozono, ed utilizzando i valori medi, è inoltre possibile compilare una sorta di "classifica" rispetto ai vari siti indagati.

Nella sottostante figura sono riportati i rapporti, in %, fra gli indici di inquinamento medi, calcolati senza il contributo dell’ozono, fra il sito di riferimento di via S. Pietro, fatto sempre uguale a100 (linea nera), e gli altri 5 punti indagati.

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Nella figura sono riportati i rapporti, in %, fra gli indici di inquinamento medi, calcolati senza il contributo dell’ozono, fra il sito di riferimento di via S. Pietro, fatto sempre uguale a100 (linea nera), e gli altri 5 punti indagati.

Anche se in modo semplificato è quindi possibile confrontare siti diversi controllati in periodi diversi; in pratica in questo modo si annullano (o quasi) le differenze meteo-cli matiche che altri menti impedirebbero, di fatto, il confronto. In assoluto la pri ma informazione che si può estrapolare riguarda la conferma del tratto di via S. Pietro, controllato dalla stazione mobile di riferimento, come di quello maggiormente caricato sotto il profilo dell’inquinamento dell’aria. Il punto che maggiormente si è avvicinato a quelle condizioni è stato il tratto, peraltro della stessa strada (con quindi analoghi carichi di traffico) di via S.Caterina (86% rispetto a via S. Pietro).
Leggermente migliore la situazione all’inizio di viale Rovereto, un punto relativamente trafficato e spesso teatro di code causate dal vicino semaforo sul ponte del Sarca (77%).
Analoga a viale Rovereto la situazione in via Santoni (80%), un tratto in cui la SS.45 bis è sì trafficata ma in modo relativamente scorrevole (zona ormai quasi periferica alla città).
Decisamente migliore, e sostanzialmente analoga, la situazione nei due sit iindividuati internamente all'abit ato e non lungo la statale di attraversamento ovvero in viale Capitelli (61%, in assoluto il dato migliore) e via Mantova (di poco superiore con il 62%).
La presenza di veicoli in queste due vie è da attribuire quasi esclusivamente al traff ico interno, traffico che evidentemente assume caratteristiche tali da non compromettere sensibilmente la qualità dell’aria.
Questo dato è estremamente positivo nell’ ottica di spostare, almeno in parte, il traffico di attraversamento (in direzione di Riva del Garda e Trento) sulla nuova bretella esterna all’abitato.

La qualità dell’aria complessiva per Arco non potrà che trarne beneficio in quanto la nuova strada offre la possibilità di ridurre la congestione del traffico, e quindi l’inquinamento dell’aria, nel tratto che si è rivelato il più critico ovvero quello compreso fra il ponte sul fiume Sarca e via S. Caterina, tratto che comprende le vie S. Pietro, Marconi e Garberie. La migliore fluidità dei veicoli, e la maggiore possibilità di dispersione degli inquinanti emessi in assenza di barriere a potenziale effetto "canyon", permetterà inoltre di non trasferire in maniera così evidente i problemi, che ora sono del tutto interni all’abitato, lungo il nuovo tratto di strada.
Il risultato dell ’operazione non potrà quindi che avere saldo positivo, non solamente in termini di soluzione, almeno parziale, di problemi circoscritti ad alcuni punti, ma anche in termini complessivi di qualità dell ’aria.

Un punto, al contrario, che potrebbe veder leggermente peggiorata la situazione è quello del primo tratto di viale Rovereto, tratto potenzialmente interessato da una maggiore quantità di traffico da e per la nuova bretella.
In prospettiva, con la nuova viabilità e regime, sarà quindi utile prevedere una nuova verifica in questo sito unitamente a via S. Pietro (per conferma del previsto miglioramento).

Per quanto riguarda invece via Santoni, la situazione non dovrebbe verosimilmente modificarsi in maniera significativa e le informazioni raccolte in questa occasione sono da ritenersi sufficienti ed esaustive.

Stessa considerazione, a maggior ragione, vale per le due vie interne Capitelli e Mantova con un maggiore margine di incertezza per via Mantova.
Si dovrà infatti valutare un eventuale aumento di traffico in direzione della zona industriale (da e per) e quindi dell ’innesto della nuova bretella: è possibile che la migliore scorrevolezza del traffico convinca parte degli automobilisti ad allungare magari la strada ed entrare in città risalendo via Mantova, piuttosto che frequentare il tratto di statale che attraversa Arco. Se ci saranno evidenze in questo senso sarà utile prevedere un nuovo controllo anche in questo punto.

Alla luce di tutte le considerazioni fin qui effettuate, sia in riferimento ai criteri igienico sanitari, sia sul comportamento dei singoli inquinanti, si può riassumere con un giudizio sostanzialmente positivo la qualità dell’aria rilevata ad Arco.

L’affermazione assume particolare significato se si tiene conto delle durata dell’indagine (quasi quattro mesi) e del numero di punti controllati (6).

I problemi maggiori si sono prospettati, come previsto, lungo l’ asse di attraversamento della statale anche se in nessuna occasione si sono prospettati dei livelli acuti di inquinamento tali da costituire rischi per la popolazione.

Nelle zone appena distanti dalla statale, tutti gli indicatori primari (direttamente riferibili a fonti locali) hanno evidenziato concentrazioni molto contenute e, per alcuni di essi, i valori non sono diversi da quelli di zone con caratteristiche tipicamente rurali. Meno positive le valutazioni invece per quanto riguarda la qualità dell’aria in senso lato (non solo quindi fenomeni di inquinamento primario) ovvero considerando anche gli inquinanti secondari ed in particolare l’ozono.

Come descritto nello specifico paragrafo, in più occasioni si sono presentati superamenti della soglia di attenzione. La definizione di "livello di attenzione", altrimenti indicato anche come "livello per l’informazione della popolazione" è un livello di concentrazione d’ozono in aria, fissato in 180 µg/ mc.

E’ bene precisare che il livello di attenzione non significa una condizione di rischio ma la possibilità di un aggravarsi del fenomeno nel caso continuassero per più giorni condizioni atmosferiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti che contribuiscono alla formazione dello smog.
La dinamica dei superamenti ha sempre scongiurato questa possibilità e la soglia di allarme, fissata a 360 µg/mc, non è stata nemmeno mai avvicinata.

E’ altresì da sottolineare come la situazione riscontrata ad Arco è stata, in quei giorni, analoga in tutta la provincia di Trento ed in molte altre regioni dell ’arco alpino. Questo non deve peraltro costituire un alibi al non intervenire localmente: più si riducono le emissioni primarie, in qualunque luogo e modo si manifestino, minore sarà il rischio, nel medio e lungo periodo, che questi episodi si ripresentino. In proposito la costruzione della nuova circonvallazione di Arco, ancorché magari non del tutto risolutiva, per mette comunque una migliore fluidità del traffico rispetto a quella attuale (meno congestione, meno code ecc., equivale sicuramente ad una minore emissione di sostanze inquinanti) e rappresenta quindi un piccolo aiuto anche nel combattere un fenomeno come quello dell ’ozono oltreché, ovviamente, di alleggerire ulteriormente la situazione anche per tutti gli altri inquinanti.

Le informazioni raccolte in questo voluminoso studio infine, considerato anche il trend dei vari inquinanti in situazioni analoghe e mantenute sotto costante controllo dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (a Riva del Garda è installata una stazione di misura fissa, 365 giorni l’anno), possono verosimilmente essere considerate come positivo riferimento per un lungo periodo.

Questo evidentemente varrà fino a quando, e se, verranno individuate altre sostanze dannose o li miti più restrittivi per quelle già controllate (in base evidentemente a nuove evidenze di tipo sanitario sulla popolazione o anche solamente di danno ambientale) ovvero non cambieranno radicalmente, ed in peggio, le situazioni di contorno (nuovi insediamenti industriali con potenziale forte impatto sul la qualità dell'aria, forti aumenti di traffico e/o sostanziali modifiche della viabilità interna ecc.).